Sindaco di Roma ai saldi di fine stagione

Sindaco di Roma ai saldi di fine stagione

La vessata “quaestio ” capitolina ci sta facendo vedere i sorci verdi, diventata com’è una questione di politica nazionale dove alleanze e sopravvivenze di parte vengono giocate in punta di fioretto. Stavolta la posta in gioco è alta, poiché le amministrative comunali saranno la prima cartina di tornasole per un possibile cambiamento di rotta del Paese intero.

La sensazione comune è quella di trovarsi in un qualsiasi esercizio commerciale al momento dei saldi di fine stagione: si tira fuori tutta la merce degli anni passati mettendola in mostra con cartellini del prezzo truccati. Immaginiamo tutti i nomi in lizza come pupazzetti di San Gregorio Armeno, ognuno col suo bel cartellino intorno al collo. Ci sarà sempre il pericolo di portarsi a casa una figurina di gesso colorato con l’immancabile falla ben nascosta. “T’è piaciuta, t’è piaciuta, tienetella cara cara!…..”.

Donne in lizza

Bando alle metafore, ci vien facile parlare di donne, quelle poche papabili alla poltrona di sindaco. Ad essere spinta verso la candidatura c’era anche Ilaria Cucchi, combattiva sorella di Stefano Cucchi, anch’esso “morto di freddo” come tante, troppe vittime di soprusi, la quale – ed è un vero peccato – ha pensato bene di ritirarsi avendo capito di dover combattere contro i mulini a vento. Viene portato avanti solo chi conta per gli interessi di partito: strana legge dell’uguaglianza democratica.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Restano in fieri Meloni e Raggi. E parliamone. Giorgia Meloni, la verace pasionaria romana, da sempre autentica figlia della destra italiana senza “se” e senza “ma” di nascondimenti di comodo, scioglie le chiome boccolanti, raggiante come non mai in versione premaman e, dopo alcune remore, decide di candidarsi destando in Berlusconi qualche riserva.

Forse, secondo il Cavaliere, aspettare un bambino significa per una donna essere portatrice di una malattia invalidante, tanto da doverla rinchiudere in una torre d’avorio. Fors’anche, vuole calarsi nei panni del buon nonno preoccupato per le ripercussioni psicologiche sul futuro neonato che nei primi mesi di vita ha bisogno del calore materno anziché di una mamma alle prese con le buche della Capitale. E’sempre stato un uomo molto paterno con le giovani…. ma dovrebbe sapere che un neonato dorme parecchie ore al giorno e, con un po’ di buona volontà, calendario in mano delle poppate e il valido aiuto di madri, nonne e baby sitter, anche una neo-mamma può farcela a dare il suo contributo agli affari pubblici.

Virginia Raggi
Virginia Raggi

Bionde, more, rosse, spavalde nelle minigonne che non nascondono alcun mistero, le beltà italiche del nostro firmamento politico marciano alla riscossa. La novizia 5stelle Virginia Raggi, che nel nome riconduce alla Virginia manzoniana, nasconde invece qualche scheletrino nell’armadio firmato FI. Non che la griffe Forza Italia sia il simbolo del peccato assoluto, ma si dà il caso che la virginea 5stelle, entrata nel Movimento nel 2011, ora che è stata posta per la candidatura al Campidoglio, se la deve vedere con certe contraddizioni del suo passato ed anche presente professionale. Non a caso, lo slogan dei 5 Stelle “ Onestà e trasparenza” stride come una frenata sull’asfalto bagnato di quell’ambiente dove si pasce l’avvocatessa Raggi.

Ciò che ha destato qualche perplessità presso l’opinione pubblica sono i suoi inizi professionali (2003) come tirocinante presso lo studio dell’avv. Cesare Previti ( condannato per corruzione ), dove si assunse la difesa di Berlusconi, Dell’Utri e Mediaset e dove ancora la brillante avvocatessa presta servizio con diversa titolarità nel dopo-Previti. D’altronde, chi tiene famiglia deve conservare il posto coi tempi che corrono. Ma, sempre in quell’alveo dove scorrono faccende importanti e si nutrono persone di assoluta fiducia, dal 2008 al 2009 viene eletta presidente del cda della Hgr, piccola società di recupero crediti, cara alla filosofia Equitalia ed oggi in liquidazione. Tutte casualità di percorso per la bella Virginia?

Va detto che, dopo la scomparsa di Gianroberto Casaleggio molto sentita presso l’opinione pubblica, si è andato verificando uno strano rigurgito di consensi che il Movimento aveva pressoché perduto nelle precedenti stagioni, non vedendosi altro rifugio di opposizione politica all’attuale governo. Il passo indietro fatto da Grillo lascia briglia sciolta ai giovani affiliati con l’intendimento di farli camminare con i propri piedi verso la creazione di un vero e proprio partito. E coi propri piedi appare già lunga la strada percorsa dalla 37enne Virginia, dall’indole assai determinata, come rivela la mascella quadrata stando alle regole della fisiognomica.

Sembra infatti essersi data molto da fare per costruirsi un curriculum di tutto rispetto. Da una laurea in giurisprudenza si specializza in diritto d’autore, proprietà intellettuale e nuove tecnologie. Nel 2007 riceve la nomina di “Cultore della Materia” presso l’Università “Foro Italico” di Roma (già ISEF- Istituto Superiore Educazione Fisica), laddove –se andiamo a fondo- le regole di nomina all’ambito titolo vengono disciplinate dall’autonomia dei singoli Atenei e lasciati alla discrezionalità di presidi e rettori…… Ma, impara l’arte e mettila da parte. Di….”materia” a Roma ce n’è tanta, se non altro in materia di ginnastica per gli slalom intorno alle voragini.
Mentre un punto decisamente a suo favore e ben evidenziato nel suo curriculum è l’aver fatto volontariato presso alcuni canili romani e di aver creato alcuni gruppi di acquisto solidale nell’ambito di certi programmi ambientalisti ( pare d’accordo con Sel ). Come dire, se ami gli animali e l’ambiente, potrai crearti una qual certa credibilità come persona pulita, capace di curare le ferite di Roma.

Ma a Roma non basta la sensibilità e nemmeno la filosofia visionaria di un Casaleggio se fosse ancora vivo. E non si sa se lui perdonasse i furbetti del quartierino.

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