Unioni civili: da destra e sinistra non usiamo i bambini come testimonial

Unioni civili: da destra e sinistra non usiamo i bambini come testimonial

Mentre il cervello dei grandi va pian piano degradando al diametro di un pisello, quello dei bambini compensa le discrasie dei tempi con un’evoluzione degna del MENSA ( The High I.Q. Society). Già, i bambini dimostrano un’intelligenza superiore a quella degli adulti là dove questi stanno dimostrando di averla irrimediabilmente perduta.

Nel dibattito in corso sui diritti civili (che sta rasentando toni da pochade), dove la responsabilità genitoriale balza in primo piano, stiamo assistendo ad una serie di video sfornati ad hoc da destra o sinistra, per ribadire la bontà o meno delle rispettive posizioni. E quella stessa responsabilità degli adulti va a farsi benedire quando non si riflette un attimo prima di offrire in pasto a microfoni e riflettori la loro figliolanza per dimostrarne la buona salute psicologica.

Cosa significa, che quei bambini sono “più sani e più belli” sia che provengano da una famiglia convenzionale e sia da una famiglia omosex? Non appare forse una generalizzazione? Lo stato psicologico di un bambino si può meglio misurare in fase di crescita. E “se il mellone è uscito bianco”, come dice una vecchia canzone di Carosone, vale per ogni tipo di famiglia.

Ebbene, quei genitori – etero o gay fa lo stesso – non ci piacciono. Lasciate quei dolci pargoli a casa. Come pure l’atmosfera delle piazze che si oppongono al matrimonio gay è apparsa infarcita di tante banalità da Mulino Bianco, di tanti luoghi comuni fino alle più anacronistiche esercitazioni di cretineria di certuni che – intervistati – hanno classificato l’omosessualità come una malattia. Invitiamo i disinformati – e ce ne sono ancora tanti in giro – a frequentare qualche corso di aggiornamento.

Futurologia della coppia

Ma non possiamo chiudere gli occhi sulla realtà. Ormai l’Italia deve darsi una mossa per non restare il fanalino di coda su quei diritti che ormai da troppo tempo reclamano di uscire fuori dalla strettoia delle minoranze. Se poi andiamo a chiederci quante coppie omosex vivono a tutt’oggi in Italia, come e dove vivono, dobbiamo attenerci ai numeri delle statistiche, ferme al 2011, dalle quali risulta che le coppie gay conviventi sono 7.513, di cui 529 con figli. Un numero talmente esiguo da non reggere con l’osservazione della realtà e dal quale si desume che parte di queste coppie non è propensa a dichiararsi ufficialmente, laddove la percentuale decresce spostandosi dal nord al sud dell’Italia. E questo la dice lunga.

Fra qualche decennio assisteremo a ben altri cambiamenti sociali e con tutta probabilità – che non è futurologia tanto campata in aria – vedremo le coppie gay regolarmente sposate. Dovremo farcene una ragione. Ma coloro che oggi invocano con tanta forza di essere equiparati alle coppie etero anche davanti all’altare, ebbene, vedranno quel loro matrimonio talmente simile a quelli cosiddetti “normali” da affollare anch’essi le aule dei divorzi.

Potrebbe anche accadere che, tra dieci-vent’anni, la stessa istituzione matrimoniale oggi in crisi andrà lentamente verso il tramonto. Quando Papa Francesco sarà passato a miglior vita, non si sa cosa accadrà nel tempo dentro le mura del Vaticano. Forse, smantellato della sua sacralità, potrebbe trasformarsi in mero sito turistico protetto dall’Unesco… Ogni vaticinio è lecito.

Bambini alla scoperta del mondo, proteggiamoli.

 bambini

I bambini spesso dicono cose e fanno domande che ci lasciano senza parola. Da che mondo è mondo, loro debbono scoprire ciò che del mondo non sanno. E lo scopriranno da soli a contatto con le loro singole realtà. Saranno bambini di città, bambini di campagna, figli di gente ricca, figli di povera gente, saranno figli di mamma e papà, figli di papà e papà e di mamma e mamma, saranno bambini di una donna sola e bambini affidati a un solo papà, bambini che lavorano nelle fabbriche del sottobosco al servizio dell’illegalità, bambini militari che imbracciano il fucile in terre martoriate dalla guerra. Saranno bambini come sempre, bambini vezzeggiati col canestrello di Peppa Pig e bambini trascurati, con le pezze della povertà al sedere.

Vorremmo invece che fossero tutti bambini che volano in aria col palloncino colorato in mano, tirati su dalle loro legittime fantasie di una crescita graduale dall’infanzia all’adolescenza. Proteggiamoli come possiamo, con tutti i mezzi a nostra disposizione, insegnando loro le cose belle e brutte dell’esistenza con la delicatezza che solo un buon genitore possiede, senza incartarli nella bambagia. Portiamoli sui cavalli bianchi delle giostre, portiamoli sui prati verdi con i palloncini che li faranno volare in alto. Ne acquisteranno tanta forza prima che ci verranno rubati dalla vita.

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