A San Valentino vietato nella Capitale baciarsi sotto i platani del Lungotevere ?

A San Valentino vietato nella Capitale baciarsi sotto  i platani del Lungotevere ?
San Valentino

Le vie dei divieti sono infinite come lo sono le vie dell’amore. Dopo il divieto della “cicca” in terra ( provvidenziale) dobbiamo aspettarci anche il divieto del “bacio” tout court ? Tranquilli, giovani dal cuore sempre in subbuglio, perché il 14 febbraio il Santo di Terni vi terrà sotto le sue ali protettive, come sempre pronubo delle vostre effusioni.
In realtà pensavamo agli innamorati romani, i quali non potranno sottrarsi a qualche restrizione. Abituati a sigillare il loro amore con i lucchetti di Ponte Milvio, cari a Federico Moccia e a Riccardo Scamarcio, dovranno destreggiarsi con i loro motorini in infiniti slalom per i divieti di transito dei lavori in corso, tra buche, voragini e crolli improvvisi. Viene subito in mente l’ultimo dei crolli, quello dei piani attici dell’edificio soprastante il Teatro Olimpico, sul Lungotevere Flaminio, a un tiro di schioppo da Ponte Milvio. Forse i vademecum turistici dovranno provvedere a qualche modifica , laddove le transenne – se camuffate da opere d’arte estemporanea – potrebbero diventare un arredo permanente del patrimonio paesaggistico della Capitale.
A fare le spese degli errori umani, del pressapochismo e della mancanza di regolare manutenzione, si va registrando anche il progressivo crollo dei secolari platani in alcuni tratti del Lungotevere vicino a Ponte Sisto, “asfaltati” sulle radici (sic!) da mani inesperte al momento di riparare le buche dei marciapiedi nell’anno giubilare, impedendo così il respiro vitale delle piante e condannandole al sicuro collasso.
Dove andranno dunque a baciarsi i nostri innamorati? Forse sotto il parapetto del fiume, regno delle bancarelle, dove i loro baci troveranno respiro negli effluvi delle salsicce e degli arrosticini. “Mangia e bacia”, un binomio perfetto per chi si ama, per quell’energia giovanile che non trova limiti, che non si spaventa alla vista di qualche transenna, che aggira ogni ostacolo, che non arretra né alla pioggia né al vento.

Le strade dell’amore

 Via del bacioEd ecco il luogo perfetto per una perfetta tempesta del cuore. Si trova a Pienza, intima e bellissima cittadina della Toscana rinascimentale. Ed accanto alla Via del Bacio c’è anche la Via dell’Amore. Sono vie universali che gli innamorati, “quali colombe dal desio portate” – parafrasando Dante – riescono a scovare in ogni angolo del mondo. Mentre il francese Jacques Prevert, poeta dell’amore, tanti secoli dopo ci racconta in un’ immagine di mirabile liricità come “I ragazzi che si amano si baciano in piedi contro le porte della notte”.

La “Vecchia Roma” degli innamorati

E non ci sembra fuori tema riportare alcune strofe di quella bella canzone romana che, già nel 1947 in cui fu scritta, lamenta la diserzione degli innamorati dal Lungotevere. La canzone fu portata al successo dagli indimenticati Claudio Villa e Gabriella Ferri e tuttora costituisce uno dei fiori all’occhiello di Lando Fiorini nel suo locale di Trastevere:

“Vecchia Roma”
( L.Martelli – M. Ruccione)

Str:
Oggi er modernismo der Novecentismo
rinnovando tutto va
E le usanze antiche e semplici
so’ ricordi che svaniscono.
E tu Roma mia, senza nostalgia
segui la modernità.
Fai la progressista, l’universalista,
dici okey, hello, thank you, ya ya.

Rit:
Vecchia Roma, sotto la luna nun canti più
li stornelli, le serenate de’ gioventù.
Er progresso t’ha fatto grande ma ‘sta città
nun è quella ‘ndo se viveva tant’anni fa….

Più non vanno l’innamorati pe’ Lungotevere
a rubbasse li baci a mille là sotto all’alberi.
E li sogni sfojati all’ombra d’un cielo blu
so ricordi d’un tempo bello che nun c’è più.

Mo’ le regazzette co’ le polacchette
certo nun le vedi più.
L’abiti scollati porteno, controluce trasparischeno.
Senza complimenti, nei caffè le senti de’ politica parlà.
Vanno a ogni comizio, chiedeno er divorzio,
mentre a casa se sta a digiunà……. “.

Era l’Italia uscita malconcia dal dopoguerra, quando già si dava inizio alla ricostruzione. Oggi, la donna va nelle piazze con le “scarpette rosse”, rivisita le “polacchette” con gli stivaletti alle caviglie e si scopre soltanto una spalla per una più ammiccante seduzione.

La liberazione sessuale

Ieri, gli amori fiorivano nelle festicciole fatte in casa, sotto gli occhi di mamma e papà, pronti a servire wafers e aranciate e a riaccendere le luci del salotto quando qualche maschio furbetto le spegneva. Poi, solo dopo gli anni ’50, cominciarono a serpeggiare i richiami di quella liberazione sessuale targata Usa, con i famosi “Rapporti Kinsey” del 1948 e 1953, che in Italia fecero tanto scalpore, timidamente omologati dai giovani nei decenni successivi poiché ancora legati alla “pruderie” cattolica dell’epoca.
Dai crolli di Roma Capitale alle canzonette romanesche di un tempo, il breve spaccato di due epoche a confronto. Ma le cosiddette leggi del cuore non conoscono mode né diktat col cambiare dei tempi e degli stili di vita. Quel muscolo cardiaco pretende sempre i suoi ritmi e i suoi diritti e non solo cuoricini di cioccolato nel giorno di San Valentino.

La chimica dell’amore

Baciatevi, baciatevi e baciatevi, prima che l’alchimia del “bacio” sia vincolata anch’essa alla sequenza degli algoritmi. Già la ricercatrice inglese Hannah Fry, operante presso il Centro di Analisi Spaziale Avanzata dell’University College di Londra, ha sfornato il libro “Mathematics of love”. In esso, dopo il monitoraggio di centinaia di coppie, si vuole dimostrare come formule ed equazioni possano funzionare in campi che appaiono del tutto casuali, favorendo così l’analisi della compatibilità di una coppia.
Insomma, “fai la coppia giusta”. Ma non è il caso di lasciarli a baciarsi in pace, questi innamorati, perdindirindina.

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