FRANCO FIORITO: il bocciolo dell’aiuola regionale

Restituisca e… dimagrisca, l’ultimo fiore all’occhiello della res-publica nostrana.
Conti fantasma in Italia e all’estero, ostriche e champagne, barche e pupe. Mentre la Procura indaga, l’ex capogruppo della Regione Lazio, affiancato dal suo difensore e “consigliori” Avv. Taormina, saltella (si fa per dire) tra i vari studi tv in ‘anteprima’ autodifensivi.
Qualche chilo tagliato a fette dall’enorme mole in completo ‘gessato’ potrebbe meglio legittimare l’immagine del “pentito”. Sotto i riflettori sfodera la scioltezza comunicativa del politicante, a tratti un’irritante sfrontatezza, a tratti una bonomia assurdamente simpatica. Ma, stando attenti alla sua mimica assai mobile mentre viene travolto dagli insulti diretti delle piazze,  spesso artatamente  pilotate,  trapelano certe reazioni che non si capisce se intenzionali o spontanee:  storce la bocca, aggrotta le sopracciglia, annuisce consapevole e  consenziente alle accuse, fa cenni di diniego, scuote la testa gelatinata, sorride ambiguamente tipo Monna Lisa. Afferma di “non sentirsi un ladro, ma piuttosto di essere stato leggero nel gestire i soldi in sua dotazione”. Infatti, la ‘leggerezza’  è il suo atout.

Se la  Regione mette in mano ai suoi consiglieri centinaia di mila euro mensili per il marketing elettorale, c’è  da cercare nel mazzo chi non gli faccia prendere vie traverse. Tutti colpevoli, tutti santi? Se ne vedranno delle belle in giro per le Regioni prima che il sole tramonti sul 2012.
Ormai i giochi si stanno compiendo. La Polverini si è alfine dimessa dopo alterni ripensamenti dietro le spinte oblique dei giorni  scorsi. Tutti a casa! L’atto decisivo avviene stranamente dopo la sua ‘andata a Canossa’ presso il Presidente Mario Monti, il quale, more suo,  e come poteva essere diversamente, l’ha accolta col suo gelo anglosassone, pregando i commessi  di ripulire il pavimento dalla copiosa cenere dopo il commiato della signora.  Ora, c’è da rimettere in  sesto lo sperpero : si parla di 20 milioni di euro da sforbiciare. La spending review che ricade sulla testa delcittadino.

La governatrice ignorava, l’ex capogruppo prima la copre e poi la scopre. Un gioco delle parti dove tutti sapevano di non sapere.  “Io non  sapevo” è da tempo divenuto il leit-motiv di chi viene scoperto con le mani nel sacco, come quel  noto  ex ministro che ignorava il regalo di un  appartamento vista Colosseo. Ma ora la signora Polverini  ha annunciato di voler tirare fuori dall’armadio tutti gli scheletri della Regione. Oh  brava,  ma quali? Quelli relativi alla Giunta Marrazzo…!! Una bella operazione di dietrologia.
   
Ecco, intrattenerci per un’ennesima volta sulla corruzione più sfrenata  che da ormai troppo tempo sta ammorbando l’aria è come  fare la colazione quotidiana con dei biscotti  inzuppati in un liquido melmoso e avvelenato che ci sta intossicando lentamente. Noi, non loro.
L’allegra brigata regionale rincula… mentre  il cittadino fa i conti coi pesanti tickets sanitari, con la crisi che vieta anche di curarsi. Fior di milioni sperperati dalla Regione che lesina sull’erogazione delle prestazioni, mentre le prebende regionali in tutta Italia sfiorano cifre da capogiro. I più indigenti corrano agli ospedali, arranchino presso le farraginose strutture pubbliche in  sfiancanti attese di mesi per un esame strumentale.
Il bubbone della corruzione è una metastasi che sta esplodendo a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale. Il sistema politico è al lumicino. C’è bisogno di un ricambio forte, di persone specchiate e responsabili, di riscrivere le regole e di un codice etico nelle nomine dei politici: una vera e propria epurazione.

Il “Barone di Col..fiorito”, come ci viene di chiamarlo per la sua immagine da operetta provinciale, non sorprende più di tanto nel mare magnum dei corrotti. E’ come un malato di glicemia al quale metti sotto il naso  un ricco vassoio di dolci. Restituisca intanto i 400mila euro promessi (bruscolini!), come devono restituire tutti gli altri compagnucci della parrocchia ormai sparrocchiata. Ma, nelle more del giudizio, faccia una bella cura dimagrante!
Gli servirà per schiarirsi la vista appannata dal simbolo dell’ argent…

Angela Grazia Arcuri

 Roma,  26  settembre 2012

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