Giubileo 2015: quattro mesi alla remissione dei peccati

Giubileo 2015: quattro mesi alla remissione dei peccati

giubileoCum gaudio magno, venite cittadini da tutto il mondo a ripulirvi la coscienza al grande lavacro di San Pietro. Mancano solo quattro mesi da qui all’8 dicembre, all’apertura dell’Anno giubilare della Misericordia promosso in via straordinaria dal Vaticano per rimettere “omnia peccata mundi”.

Vediamo un po’, bisognerebbe cominciare coi peccati di casa nostra. Ma per quanto passiamo in rassegna l’elenco dei sette peccati capitali, non riusciamo ad ascrivervi nessuno di quelli che ci fanno tanto onore in questi ultimi tempi .  Ira, gola, invidia, accidia, lussuria, avarizia, superbia: tra questi, dove classificare “truffa aggravata ai danni dello Stato”, “ appropriazione indebita”, “falso in atto pubblico”, “associazione per delinquere di stampo mafioso”, et cetera? Vizi antichi tradotti nel moderno lessico del codice penale. Forse “avarizia” e “superbia” si rivelano le categorie più appropriate per rappresentarli.

Già Aristotele definì i vizi come   “abiti del male” e poi, solo nel primo Cristianesimo, ne avvenne una vera e propria classificazione. Dante, nei suoi gironi infernali, descrisse i sette vizi capitali con le sue meravigliose allegorie, ma se fosse vissuto ai giorni nostri ci chiediamo come si sarebbe regolato a metterci in salvo senza l’aiuto di Virgilio. Tranquilli, ogni 25 anni ci pensa Santa Romana Ecclesia con le indulgenze plenarie, come se il discorso diretto col Padreterno avesse bisogno di intermediari, rivelatisi nel corso dei secoli non poi tanto affidabili. Ma nel 2015 è un altro discorso.

Vizi privati o pubblici, diamo un’occhiata a quello che sarà la nostra città da qui all’8 dicembre, quando la Porta Santa verrà dischiusa, secondo le previsioni, a circa 30 milioni di pellegrini durante tutto l’anno giubilare. Chi non è calvo si metta le mani nei capelli. E il nostro sindaco i capelli ce li ha e pure folti. Per salvare la situazione ci vorrà tutta la misericordia del Padreterno che senz’altro riuscirà ad elasticizzare le strade e i parcheggi della capitale.

Boston, che non fa atto di “superbia”, ha rinunciato alle Olimpiadi del 2024 per motivi economici e soprattutto non scontentare la cittadinanza. La superbia di Roma la Grande conta invece col Giubileo di rimpinguare le casse comunali e vaticane. Dopo “la grande abbuffata”, i cittadini raccolgono le briciole se mai ne siano rimaste.

Intanto, vengono assunti a tempo indeterminato 2500 agenti tra polizia, carabinieri, finanza e vigili del fuoco, con altre 580 assunzioni nel settore sanitario tra medici, infermieri e tecnici per garantire la massima sicurezza ai turisti. Benissimo, con tanta disoccupazione in giro. Ma si preannunciano anche tagli lineari alla sanità su analisi e prestazioni specialistiche non necessarie, che la ministra Lorenzin si affretta a definire “risparmi che saranno reinvestiti sempre nel settore “. D’accordo, sicuramente noi italiani siamo un po’ troppo ansiosi e corriamo dal dottore per qualsiasi doloretto. Ma, non ci avevano parlato di prevenzione? Forse, intendevano prevenzione a pagamento.

Un tantino di preoccupazione ci assale insieme alla calura del periodo, quando si assiste alla situazione Atac allo sfascio, dove mancano gli autobus fermi ai depositi per mancanza di fondi per le riparazioni. Non meno preoccupati per il rimpasto affrettato della Giunta capitolina, dove non si sa quanto le nuove nomine ai Trasporti sappiano far fronte al prevedibile caos dell’anno prossimo. L’ottimismo del sindaco è pari alla fede di Papa Francesco.

Il “Washington Post” lancia l’immagine di Roma come una città al degrado. Ora, col Giubileo, si spera che vengano presi seri  provvedimenti affinché i devoti pellegrini da tutto il mondo, compresi gli americani, facciano voto di non danneggiare i nostri monumenti e non lasciare in giro qualsiasi rimasuglio di cibo e bevande. Pena il rifiuto dell’indulgenza a chi verrà colto in fallo.

Alessandro Gassman rilancia, offrendosi con un gruppo di volontari a ripulire ognuno il proprio angolo di città, con l’hashtag “Romasonoio”. Vizio di pubblicità o virtuoso senso di responsabilità?

Angela Grazia Arcuri
Roma, 29 luglio 2015

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