Revisione Spesa: pubblica e assai privata!

                                                                    Brevinews: una notizia, un commento

   Spending review – Metodo importato in Italia al tempo del governo Prodi dall’allora ministro Padoa Schioppa in visita al Premier inglese Gordon Brown nel 2006….E’ successo come quando  si va da  un’amica all’ora del thè  e  lei, tra un gossip e l’altro,  ti suggerisce una nuova ricetta di cucina. Tu  che fai?  Una volta a casa la provi  per vedere se è buona.  Purtroppo  la sperimentazione di Padoa Schioppa  rimase a  un  tentativo iniziale…

     La ricetta britannica ha fatto un po’ il giro del mondo con risultati più o meno soddisfacenti. Ci hanno provato tanti Paesi, ora tocca a noi riprovarci sperando che il piatto giunga a cottura.  Abbiamo tutti gli ingredienti giusti , ma c’è da sperare che non vengano confusi  e messi in  pentola  nel modo sbagliato, altrimenti il manicaretto risulterà di gusto piuttosto  sgradevole e lontano dall’originale.

     Ormai lo  spending review è una locuzione diffusa nell’uso comune col significato di  “spendere meglio”. Si tratta in realtà di riqualificare le spese e non operare dei rozzi tagli. E’ possibile una migliore giustizia, una migliore sanità, una scuola migliore senza maggiori spese… Un  piatto può benissimo risultare gustoso senza costosi ingredienti, questa la filosofia culinaria trasposta all’economia.

    Sarà possibile che tutti i cuochi nostrani chiamati intorno ai fornelli ( vedi ragioneria dello stato, ministeri, parti sindacali) possano rispettare la ricetta senza il rischio di mandare la cucina in fumo?

 

O il lavoro o la vita –  Le guerre danno i loro morti, la crisi economica le sue vittime.  Una triste  similitudine.  Impressionante è il numero di persone che, dall’inizio della crisi economica italiana, preferiscono arrendersi al buio  del nulla.  Don Chisciotte senza spada e senza scudieri, annichiliti  dal freddo dell’impotenza  e dal muro inespugnabile delle difficoltà oggettive, umiliati nella domanda senza risposta, denudati di autostima, sopraffatti da una fragilità che azzera ogni difesa e ogni barlume di speranza, si decidono a un passo senza ritorno piuttosto che lottare contro i mulini a vento.

 

Angela Grazia Arcuri

2 maggio 2012

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