Salvini sorpassa Renzi per il numero di mi piace sulla sua pagina di Facebook

Salvini sorpassa Renzi per il numero di mi piace sulla sua pagina di Facebook

 salvini_renziOgni contesto ha il suo scontroDiva contro Diva”, ed è indubbio che da noi, in politica, assuma le vesti di una diatriba atta a determinare quale sia il “Matteo giusto”. Una volta chiuse le cabine virtuali, arrivano finalmente i risultati della sua propaganda e il leader del Carroccio può autodefinirsi, a buon motivo, il nuovo premier italiano, su Facebook. Salvini, che ama evidentemente far divertire i suoi “haters”, decide di ufficializzare questa vittoria, elaborando un post in cui maturamente contrappone una foto di sé, che lo riporta sorridente e forse ai limiti degli effetti di Photoshop, ad una foto del malcapitato Renzi, che esibisce un’espressione che, anche se ci si impegnasse a ricercare un termine più adatto, ricorderebbe tanto una smorfia – neanche troppo divertente, a dirla tutta.

La strada però, per Salvini, è ancora lunga e ricca di insidie – mancano infatti molti campi rom da radere al suolo, “zingari” da mettere alla porta, barriere da ergere, confini da difendere, clandestini “da aiutare a casa loro” (cit.) e calci e ruspe da accumulare – per poter raggiungere lo stesso primato su Twitter, dove Matteo Renzi si riconferma, sbaragliando qualunque possibile concorrenza, come la vera guida del nostro Paese. Come mai questo incredibile divario tra i due social network? Alcuni sostengono che sia per via di un’abissale differenza tra la levatura intellettuale e culturale degli utenti di Twitter rispetto a quelli di Facebook, e si darebbe anche il caso di crederci, ma altri sostengono che la differenza consista invece nell’effettiva minoranza degli utenti di Twitter rispetto a quelli di Facebook, che si attesta come una sorta di specchio virtuale del panorama sociale italiano. Singolare come, tanto per dirne un’altra, queste posizioni si prospettino come appartenenti, rispettivamente, ai “renziani” ed ai “salviniani”, o, per meglio dire, agli “anti-salviniani”, che di buon grado accetterebbero le spesso fallaci promesse di Renzi rispetto ai demagogici “call-to-action” di Salvini, e agli “anti-renziani”, che invece prediligerebbero una politica più aggressiva e nazionalista rispetto ad una “Europe-friendly” e dai larghi consensi elettorali.

E’ stato probabilmente un match lungo ed estenuante quello fra i due “Mattei”, che li ha visti sia battagliare degnamente, a colpi di “panzane pazzesche”1 e “Pinocchi andanti”2, sia prendere scivoloni incredibili, che, oltre al crescente scetticismo della popolazione (che già, in sé, dovrebbe rappresentare una sconfitta) nei confronti sia dell’una che dell’altra fazione, sono rappresentati, ad esempio, dalla censura che Salvini ha ricevuto per aver violato gli standard di Facebook, essendosi “malamente” rivolto alla popolazione rom in Italia.

Sembra che si sia giunti ad uno stallo per ora, ma attendiamo tutti speranzosi che questo virtuoso agone politico riprenda, visto che, nonostante i consensi sul web, se si andasse a votare domani, il Pd comunque vincerebbe sulla Lega con uno scarto di voti equivalente al 21%.

1) Infatti, mutuando questa notizia da Wired, così sarebbe stata definita, da Pagella politica, l’affermazione di Renzi sulla preparazione degli studenti italiani: http://www.wired.it/attualita/politica/2015/02/17/10-peggiori-bufale-dei-politici-italiani/?utm_source=facebook.com&utm_medium=marketing&utm_campaign=wired .

2) Poiché, sempre su Wired e sempre secondo Pagella politica, tale sarebbe stato il livello assegnato alla bugia di Salvini circa una normativa europea sui consumi energetici: http://www.wired.it/attualita/politica/2015/02/17/10-peggiori-bufale-dei-politici-italiani/?utm_source=facebook.com&utm_medium=marketing&utm_campaign=wired .

Antonio Pandolfi
17 aprile 2015

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