Kalimera, Grecia! Ora un nuovo corso

Kalimera, Grecia! Ora un nuovo corso

018Il conciliabolo della troika farà notte fonda. Perderanno il sonno coloro che hanno giurato sulla linea dell’austerità per portare avanti la politica della crescita nei confronti dei paesi più deboli. Ora, con la vittoria annunciata del giovane Tsipras si apre una fase assai delicata per l’Europa e e il suo equilibrio economico. Ne va della sopravvivenza politica del continente.

Siamo stati troppi anni a gingillarci sotto il peso delle regole. E Christine Lagarde continua a battere sulla necessità di doverci ancora attenere a queste “ regole ”. Si tolga gli abiti eleganti e vada a farsi un giretto dove le regole hanno pesato di più. Quale frutto, se non disoccupazione, chiusura delle fabbriche, degli esercizi commerciali e tante tragedie personali?

Ora, il debito sovrano della Grecia verso l’Europa è di circa 322 miliardi, rinegoziato da Tsipras a più scaglioni nel tempo. Va detto che l’Italia ha già contribuito per circa 40 mld a favore della Grecia tramite il Fondo Salva Stati, seguita per la cronaca dalla Spagna con ca. 26 mld e dall’Olanda con 12 mld., per citare solo alcuni dati. In una famiglia, quando un suo componente si trova in condizioni di estrema fragilità, ognuno è tenuto moralmente a soccorrerlo. E non gli si può rinfacciare. Ma poi si presenta un’ altra realtà, quella tradotta nel sacrificio che andrà a pesare sui familiari più deboli. Come è realtà che l’Italia, già di per sé esposta con un pesante debito nei confronti dell’Europa, farà ricadere il sacrificio sulle nostre spalle e su quelle dei nostri figli.

Finché il sacrificio è per sorella Grecia, transeat. Ma, per parlare dei nostri affarucci interni, non ci mettiamo sopra una croce quando il governo farà ricadere su di noi i riscatti per le intemperanze avventurose in Siria di due ormai note personcine o quant’altre declinazioni che allietano le nostre cronache sottraendo fondi dalle casse pubbliche .

La vittoria di Tsipras è uno spiraglio al cambiamento dello scenario europeo. Vero è che dovrà vedersela con quanti non guardano di buon’occhio alla sua alleanza obbligata con la destra nazionalista (ANEL) per mantenere in equilibrio l’ esecutivo. Ora Tsipras, per accreditarsi, deve darsi da fare con le riforme, come stiamo facendo noi a pezzi e bocconi. Basterà avviarle, dare gli annunci col megafono per avere il placet dell’Europa. Sembra di stare a scuola, col gessetto sulla lavagna e il professore in cattedra che annuisce. Bravo, bravo, così si fa. Promosso! Poi se quelle riforme si perderanno nei meandri di decreti e de-cretini , interviene il Salva Stati.

E’ un giogo pesante. O l’Europa cambia o muoia Sansone con tutti i filistei. Sarebbe un peccato. E noi tutti quanti peccatori.

Angela Grazia Arcuri
Roma, 27 gennaio 2015

 

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