Trenitalia: uno sguardo pungente sui disservizi

Trenitalia: uno sguardo pungente sui disservizi

trenitalia-convoglioNAPOLI – Ci scrive Simona Bassano di Tufillo, che si firma aggiungendo al suo none l’appellativo di Cittadina italiana, tribù di Pozzuoli, pregandoci di diffondere la sua, non felice, esperienza con Trenitalia.

La descrizione di Simona è puntuale e verossimile e comincia col dire: “Che la puntualità di Trenitalia lasci parecchio a desiderare, per non parlare della pulizia, è un fatto, ampiamente constatato da una moltitudine di viaggiatori imbufaliti, occasionali o pendolari che siano. C’è da premettere che in generale, tutta la gestione biglietti/biglietterie/servizi per i viaggiatori ha avuto un calo spaventoso da qualche anno a questa parte, dovuto soprattutto al fatto che qualsiasi innovazione e/o cambiamento non è mai stata pensata per facilitare la vita dei viaggiatori, visti dall’ente più che altro come un fastidioso effetto collaterale del suo lavoro, che farebbe con maggiore piacere laddove si trattasse di espletare esclusivamente trasporto merci o al massimo bestiame”.

Ma poi Simona passa ad analizzare più nel dettaglio il problema e dice: “Da un bel po’, infatti, Trenitalia ha eliminato, per esempio, i comodi (solo per noi effetti collaterali) biglietti aperti, che consentivano di acquistare il biglietto in anticipo e partire quando si voleva, senza dover prevedere l’imprevedibile. E sopratutto non ci si scontrava con sistemi di prenotazione on line fasullamente all’avanguardia, che non consentono di gestire le scelte adeguatamente: penso alle coincidenze, che il sistema sceglie sadicamente (ma anche masochisticamente) sempre troppo ravvicinate, senza dar la possibilità all’utente di intervenire. Peggio ancora, i viaggi sui treni regionali, quelli i cui biglietti vanno obliterati, acquistati on line diventano prenotazioni per quel preciso treno a quell’orario e basta, senza se e senza ma, tanto per creare qualche ulteriore disagio al viaggiatore già stremato dai costanti disservizi”.
Simona aggiunge, con ironia, una sua considerazione affermando: “Nel toto-disastri, ogni viaggiatore ha una sua top ten di esperienze che di solito ci si scambia in viaggio. Più il viaggio è disastroso, interminabile, bagni rotti, sporcizia ovunque, e più scatta l’orgoglio del racconto di qualche viaggio persino peggiore da condividere tra lo stupore degli astanti, che si sentono quasi consolati di aver avuto la fortuna di di essere scampati al peggio. Pare che qualcuno abbia riconosciuto il maestro dell’orrore Stephen King aggirarsi per l’Italia su rotaie in cerca di nuovo materiale per i suoi libri”.

Infine Simona conclude: “Nella mia classifica personale del disservizio made in Trenitalia, figura in vetta la totale, sfacciata assenza di comunicazione ai viaggiatori sul servizio metropolitano di Napoli: sfacciata perché non mancano i potenti mezzi (altoparlanti in treno e in stazione, monitor in ogni dove). Eppure, nei ponderosamente frequenti casi di ritardo, non punge vaghezza al personale di bordo o di terra di avvisare i viaggiatori di quanto ritardo si prevede, né se mai il treno resterà fermo a tempo indeterminato, come a volte pare. La gestione del servizio viaggiatori delle Ferrovie dello Stato a Napoli, forse in virtù dell’aria mediterranea e della maggiore vicinanza al Nord Africa, è improntato sui tempi dilatati delle tribù di altre civiltà, dove gli appuntamenti si prendono per un generico futuro, in un range temporale che può variare di varie ore se non giorni. Però, purtroppo le coincidenze con altri treni non sono settate sui tempi della società tribale e di solito nemmeno il cartellino da timbrare al lavoro. Oggi, ad esempio, solo dopo aver a lungo insistito perché il capotreno si informasse dei motivi e dei tempi dello stazionamento prolungato ingiustificato del treno su cui viaggiavo, in una stazione intermedia tra partenza e arrivo, ho avuto la grazia, personale, di sapere che c’era da aspettare almeno 15 minuti, per un guasto al treno fermo davanti a noi. Solo così ho avuto il lusso di poter scegliere di non perdere la coincidenza, scappando a prendere un taxi”-

Ci auguriamo che l’esperienza di Simona possa servire ad altri lettori, ma che soprattutto possa servire a Trenitalia per le opportune verifiche e per apportare tutte le migliorie necessarie a rendere un servizio piacevoli per i suoi passeggeri.

Redazione
1 agosto 2014

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook