Costa concordia: La cena della discordia

Costa concordia: La cena della discordia

costa-concordiaIsola del Giglio – La notte del 13 gennaio 2012, durante l’”inchino” davanti alla costa dell’Isola del Giglio, Francesco Schettino non è al comando della sua nave, dando così origine a quella che poi si rivelerà una vera e propria catastrofe.

I danni ambientali sono enormi e le 32 vittime troppe per l’organizzazione che ci dovrebbe essere su navi come la Costa Concordia. L’attenzione del singolo, in questo caso, avrebbe forse fatto la differenza.

A distanza di un anno e mezzo dall’accaduto, il colosso è stato messo in sicurezza e, secondo il capo del Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, pronto a salpare verso il porto di Genova a breve. Né gli abitanti dell’isola, né i sopravvissuti o i parenti delle vittime hanno dimenticato l’accaduto, seguendo le operazioni di raddrizzamento, ansiosi di veder andare via quel simbolo di morte e sofferenza.

È stata messa a dura prova anche la pazienza degli abitanti del Giglio, vedendo una ripercussione economica negativa, soprattutto in vista delle vacanze estive come afferma anche lo stesso sindaco Sergio Ortelli.

Insomma un clima di attesa e trepidazione riempie i cuori di molte persone: non per il comandante. Schettino è stato infatti fotografato in una lussuosa villa di Forio, a Ischia, in occasione di una festa in bianco organizzata dall’editore Pietro Graus.

È prevista l’uscita di un libro dello stesso comandante, in cui racconta la “sua verità” a proposito della Costa Concordia. Questa notizia non ha fortunatamente riempito le prime pagine dei giornali: almeno per una volta l’interesse italiano non si è concentrato su un banale scoop, ma su ciò che è veramente importante come la rinascita dell’Isola del Giglio.

 

Paola Mezzanoglio
23 luglio 2014

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