Diego Armando Maradona: quando la leggenda sparla

Diego Armando Maradona: quando la leggenda sparla

diego-armando-maradonaO lo si ama o lo si odia, per Diego Armando Maradona non esistono vie di mezzo. Come nella sua vita fatta di eccessi e poche regole è lui a dettare l’andare delle sue parole e, molto spesso, delle sue polemiche. La vita del 10 per eccellenza da sempre si scontra con un carattere particolare, un po’ troppo chiacchierone e dalle facili sentenze. Partendo da Italia 90 e da quell’indimenticabile insulto sono stati molti i casi di polemiche e commenti, come se si volesse attirare l’attenzione di un mondo, il calcio, che forse lo sta dimenticando. Come se ci fosse un rifiuto per il passare degli anni che lo vede, immancabilmente, fuori da questo mondo e dal calcio, da lui tanto amato ma poco accettato.

Quattro anni fa, in Sudafrica, diede a Muller, fresco vincitore della Coppa del Mondo con l’armata tedesca, del “Raccattapalle”, qualche giorno fa la sua Argentina, quella dei poteri forti che non lo vogliono, perde anche grazie al raccattapalle più forte a pallone di tutti i tempi. Finale persa, amarezza e attacco a colui che era stato definito proprio da Diego il suo erede: Lionel Messi. Premio ricevuto in finale dovuto al marketing e non al reale valore del calciatore, questa in sintesi la sua polemica. Ma le sue polemiche non coinvolgono solo l’Argentina, anche le altre nazionali sono al centro del ciclone Maradona: la derisione per l’umiliante sconfitta del Brasile stona troppo con l’atteggiamento degli argentini in Brasile, portatori di esultanze senza insulti.

Ma il monologo migliore Maradona lo ha tenuto per una intervista a “Che Tempo Che Fa”, condotta da Fabio Fazio, dove riuscì quasi a passare dalla parte della ragione sulla questione fisco lui che, a causa di anni di evasione fiscale, di tasse ne ha pagate pochissime, nascondendosi nella gabbia dorata chiamata Napoli, dove ha recitato per anni i monologhi migliori.

Ovviamente sui campi di calcio perché, a parole, non gli vengono molto bene.

Alessio Giaccone
15 luglio 2014

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