EUROPEE IL GIORNO DOPO: ora comincia il bello

EUROPEE  IL GIORNO  DOPO:  ora comincia il bello

Insomma, dopo il battage delle elezioni la guerra è finita. O comincia soltanto adesso?  I nostri signorini se le sono date senza esclusione di colpi.  Qualcuno  ne è uscito circonfuso di luce, tal’altro con gli occhi pesti, ma nessuno, proprio nessuno sembra voler gettare la spugna della sconfitta,  con quel senso di responsabilità  di  dover  portare avanti una più o meno legittima battaglia facendo  tesoro dei propri errori. La riflessione non  è mai troppa.

Con lo spirito leggero che distingue le nostre note di costume, necessario per stemperare  un po’  la serietà di un foglio quotidiano,  ci divertiamo a passare in rassegna i nostri eroi del giorno dopo  lungi  dall’esercizio di un’analisi politica che non ci compete e non ci  è mai appartenuta.
Il Grillo “sparlante”

Il  parolacciaio numero uno della politica italiana se lo credeva proprio di sfangarla su Renzi, mettendo a dura prova  quelle povere vene aortiche che un altro po’ gli uscivano dal cervello,  piuttosto datate per i suoi  capelli bianchi. Non  ha calcolato che il suo elettorato, più o meno tutti  affascinati  ai primordi della sua entrata  in campo  da giochi  illusionistici, ha  capito  di non doversi  avventurare con chi,  nel tempo, ha  scoperto  l’altra faccia della medaglia. La colpa della sua sconfitta sono i “pensionati” (sic!), ha declamato il pentastellato, sì proprio loro, i vecchi che non vogliono il cambiamento, che non capiscono niente.  E va bene, abbiamo individuato il capro espiatorio della debacle grillina.
La gente il cambiamento lo  vuole, eccome, ma non il sovvertimento pericoloso  di certi valori. Questo  ha avvertito la pancia della gente, che non è scema.  Oddio,  niente è sicuro sotto il sole della politica, che da un giorno all’altro riserva delle sorprese  secondo  l’intreccio dei giochini  che  serpeggiano sotto traccia ad ogni alito di brezza.
Ora Grillo cerca nuove alleanze e, forse imboccato dal suo imperscrutabile guru, ha volto lo sguardo Oltremanica, verso quel Farage indipendentista, che soltanto dall’immagine squacquerata fa dire “Dio li fa e poi li accoppia”.

Berlusconi  sulla china non  si arrende
Agitatore di fogli in mano, forse uno schermo  strategico di comunicazione  durante le sue  appassionate  escursioni verbali,  il Cavaliere  non si è risparmiato nella tornata elettorale. Ma gli pesava  sulle spalle  l’ingombro  dei suoi  attuali doveri giudiziari, un bel deterrente alla sua voglia sempreverde.
Non gli  ha permesso di guadagnare maggiori consensi, come sperava, l’idea di chiamare  in causa  l’universo animalista, con l’immagine strumentalizzata dell’inconsapevole  Dudù,  promettendo a tutti i suoi  elettori padroni di animali di trovare  appoggio e consigli veterinari  gratis  presso i suoi Club territoriali.  In realtà, ci vorrebbe una mutua pubblica  per gli animali, con quel che costano. Ma se la sanità scricchiola per i padroni, lo Stato ai cani e gatti non ci pensa davvero….
Ora,  il suo spicchio di  governo  lo vedrà alle prese con certe alleanze e certe scelte che riguardano il suo premierato in seno a Forza Italia. Non lo convince chi lo preme a passare le carte alla figlia Marina.  Non basta essere “figli di” per  possedere lo stesso carisma.

Renzi l’Indomito
E vai!  A colpi di twitter si sveglia all’alba. E’ il nuovo beniamino della Merkel, che lo aspetta sempre a braccia aperte, almeno lui non la rimprovera  di “culonite”. Renzi la vede e la rispetta come  la zia importante della grande famiglia europea.  Baci e abbracci.  Ma forse proprio  le lezioni  estetiche berlusconiane, abituato ai culetti sodi del suo entourage, hanno spinto la  teutonica zia a mettersi sotto stretto regime alimentare, dimagrendo già di dieci chili.
Ora Renzi deve vedersela con i suoi grattacapi. La disoccupazione giovanile preme disperata sull’elenco delle priorità  di governo. Il giovane Premier  non può perdere la faccia e cercare di arrivare indenne al 2018,  pena nuove elezioni. La gente gli ha dato fiducia, ma non ce la fa mica tanto a reggere solo sugli annunci.
Ci mettiamo a piedi  saldi ad attendere la grande  traversata del  Mar Rosso, sperando  che  i più deboli  non vengano sommersi  dall’onda  prima di arrivare sull’altra sponda.

Angela Grazia Arcuri

Roma,  30 maggio 2014

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