«Selfie»: io mi fotografo come mi pare e piace

«Selfie»: io mi fotografo come mi pare e piace

selfieLa chiamano “selfite”, come fosse una malattia, il nuovo virus che sta contagiando il pianeta. Ma non è cominciato tutto dall’invenzione dello specchio? Leonardo da Vinci aveva forse lo smartphone quando volle immortalarsi nel famoso Autoritratto? E quanti altri artisti nel corso dei secoli si sono fatti l’autoscatto col pennello? Anche il bel Narciso della mitologia si innamorò tanto della sua immagine riflessa nell’acqua che vi cadde dentro.
L’uomo è Narciso per natura. Nei primi anni di vita lo specchio gli è indifferente, tanto che può andarci a sbattere contro, fintanto che non inizia a prendere coscienza di sé. Tra gli animali, solo alcuni posseggono questa capacità, come le grandi scimmie, i delfini e gli elefanti, grazie all’elevata intelligenza e grado di organizzazione sociale. L’uomo, primate superiore, dopo aver raggiunto nel tempo i più alti livelli conoscitivi, può arrivare a un punto della sua storia umana in cui ritorna a pensare come un bambino di pochi anni, con la sola capacità cioè… di guardarsi allo specchio!
Che sia questa la “selfite”? Ma c’è ben altro in questo fenomeno modaiolo, che trova motivo e radici nel diffondersi dei social network, laddove l’immagine di sé diventa il bisogno di esserci in un mondo dove tutti “sono”, la compensazione di un frustrante anonimato e spesso di quella solitudine  che ci fa soli in mezzo alla folla. Così, si fa a gara per l’autoscatto più esilarante, più originale, più sfacciato, più unico e “mio”, che possa dimostrare tutte le sfaccettature della “mia” personalità, di quello che dimostro davanti agli altri e di quello che c’è oltre il dichiarato. Così, mi farò notare da tutti, finirò su youtube, anch’io sarò qualcuno. Mi metterò i baffi alla Dalì, oppure una calza sulla faccia per schiacciarmi il naso come un rapinatore di banca, mostrerò il lato B per sberleffo contro il sistema, indosserò sulla coscia pelosa la giarrettiera come il serial-killer del “Silenzio degli innocenti” o mi calerò dentro una bara con tanto di occhidifuori e boccaccia. La fantasia del selfie… made man è infinita.
Al di là dell’autoscatto provocatorio, c’è quello delle famigliola in vacanza, dell’allegra comitiva di giovani che fanno le “facce”, della fanciulla con la parrucca bionda alla Monroe in omaggio a Warhol che delle foto pop ne sapeva qualcosa, precursore del fenomeno trasformatosi in “selfite”.
Anche il nostro Papa Francesco ha apprezzato la novità di questa “app”, che lo avvicina ai giovani che ama. E così le foto della famiglia Obama eseguite con l’autoscatto fanno il giro del mondo.
Ben altro personaggio si è impadronito dell’usanza, facendosi un “selfie” sulla Costa Concordia, o quel che ne rimane, quando recentemente ha dovuto salirvi con i magistrati per la ricognizione delle dinamiche di quella sconsiderata tragedia del 13 gennaio 2012. Schettino non si fa mancare niente. Insieme alla perenne abbronzatura da lupo di mare, ha offerto il volto ai fotografi in mille pose da star, quindi è salito sul top della nave e si è immortalato con l’autoscatto.
Io sono Schettino. Per non dimenticare…

di Angela Grazia Arcuri
6 maggio 2014

 

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