Il politico che tutti vogliono meno che noi

Il politico che tutti vogliono meno che noi

matteo-renziDopo anni di vecchia casta politica indifferente alle problematiche del Paese, l’Italia si trova nelle mani di un politico non ancora quarantenne che si è lanciato in una sfida di riforme abbastanza inusuale per la nostra Nazione. Un politico che gira senza scorta e mette in vendita auto blu, che abbassa tasse sulle aziende e promette tagli ai costi degli enti pubblici.

All’indomani dell’incontro con sua maestà Merkel, Matteo Renzi esce con una immagine ancora più rinforzata e con la consapevolezza che i suoi obiettivi siano concordi con quelli dell’Europa. Ciò che propone è apprezzato e stimato, non rimane che mettere in pratica ciò che è stato promesso. Una serie di riforme che puntano alla vicinanza con il ceto più in difficoltà dell’Italia: una sfida difficile ma non impossibile, perché i fondi superflui da cui tagliare ci sono.

Complimenti dai ministri del Nord Europa e dai Paesi più importanti, incontri con risposte positive e pareri ottimi: tutti spingono perché si riesca a formare un vero Governo duraturo nel tempo. Un modo di agire che piace e che ha convinto anche i più scettici all’interno del PD che, nemmeno un anno prima, avevano preferito Bersani scegliendo, forse, il modo più facile per perdere delle elezioni già vinte: non fare campagna elettorale.

Ma il Paese non è convinto. Non ci si trova in mano ad anziani chiacchieroni e nemmeno a politici con pratiche giudiziarie sul groppone, così strano per la nostra cultura che sembra quasi una fregatura. Aggrapparsi al motto “Questo governo non lo abbiamo scelto noi” non funziona perché i cittadini, per il valore attribuito al nostro voto, eleggono i rappresentanti in Parlamento, non l’effettivo Governo.

L’unico modo per smuovere qualcosa in Italia è questo. Le elezioni avrebbero messo in luce, una volta di più, soltanto l’immobilismo di una Nazione con idee politiche troppo radicate per permettere l’elezione di una maggioranza autonoma. Renzi rappresenta il futuro di una Nazione che si guarda allo specchio e vede una casta politica troppo anziana e radicata con cui l’ex sindaco fiorentino, è dovuto scendere a patti. Patti momentanei, non duraturi, perché probabilmente arriverà il giorno in cui si potrà fare affidamento su una rinnovata classe dirigente, allontanando chi ha contribuito a rovinare l’Italia.

Alessio Giaccone
18 marzo 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook