Gheddafi: e polvere sia…

di  Angela Grazia Arcuri

   Si è ripetuto  il copione che da millenni va infiorando di rosso il film della storia : inevitabilmente, il tiranno viene ucciso a furor di popolo. Anche  Muammar Gheddafi non è riuscito a sfuggire a quella  giustizia sommaria  che è ben più forte di ogni istituzione tribunalizia,  che non soggiace a retropensieri  di opportunità politica  ma si affida soltanto al “qui ed ora” definitivo.  Il rais ha guardato in faccia l’ira incoercibile dei suoi giustizieri e,  aggrappandosi a un filo di vita,  con un’ingenuità  sconcertante  è riuscito a dire in extremis: “Che vi ho fatto?!”…. Ha provato a chiedere pietà,  quella pietà che mai gli sarebbe stata accordata da chi ha visto morire migliaia di persone  durante i  quattro decenni del suo impero.

   Se ne andato così,  trascinato come un animale al macello, l’ultimo  “imperatore” della serie… Eppure, di fronte a quelle immagini  tinte di sangue, mostrate sui video in velocissima  e scomposta frequenza, una qual certa “humana pìetas”  ha potuto far  ritrarre  gli occhi dello spettatore mondiale: ieri sull’altare ed oggi nella polvere…  Non s’é potuto fare a meno di accostare  queste immagini, per la loro crudezza,  a quelle di Dongo, dove furono trucidati Mussolini e la Petacci.  Nella  storia di ieri l’altro,  abbiamo visto soccombere  in  questa o quella maniera un Ceaucescu, un Saddam Hussein, un Bin Laden. Gheddafi  ha coronato la  tragica sequenza entrando anch’egli nel giudizio della storia.

    Questo “illusionista contemporaneo” – come qualcuno l’ha definito –  aveva comunque offerto  al mondo ormai disincantato  uno spaccato  di  antichi fasti  mussulmani,  una “Mille e una notte” ricostruita a misura  di un originario beduino  innalzatosi  d’imperio  a “re del deserto”. Non disdegnava quelle origini,  Muammar,  portandosi dietro quella sua fastosa tenda persino a Villa Pamphili  con seguito di cavalli e odalische.  Ora l’operetta chiude il sipario…. Resta negli occhi l’orrenda  immagine  di Mu’ammar  al-Qadhdhafi,  privato dei suoi orpelli,  costretto dai suoi carnefici a mostrare al mondo ciò che non avrebbe mai voluto mostrare: la sua diffusa calvizie…. Ora solo Allah potrà  rendergli giudizio.

 

22 ottobre 2011

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