La Rivoluzione Digitale / 1: le tre V dei Big Data

La Rivoluzione Digitale / 1: le tre V dei Big Data

La Rivoluzione Digitale. Sta cambiando il nostro modo di lavorare, di comunicare, di relazionarci con la gente. Sta cambiando il nostro modo di vivere. Nascono nuove professioni e nuovi business.

L’hanno paragonata alla prima lampadina o alla nascita della stampa, ma è difficile inquadrare una rivoluzione epocale mentre la si vive in diretta e ancor più difficile prevedere dove ci porterà.

Tre cose sono però ben note.

Primo, la velocità. Gli elettroni viaggiano alla velocità della luce, 300.000 km/s, e i medesimi sono alla base dei diodi e dei transistor, cioè dei componenti elettronici che sono la base di tutta l’infrastruttura elettronica.

Semplificando un pò i dati  viaggiano a quella velocità e stanno accelerando tutti i processi economici e sociali, dalla semplice posta elettronica alle sofisticate transazioni finanziarie. Oggi siamo collegati H24  perchè il tempo di risposta è quasi immediato dovunque ci troviamo nel mondo.

Secondo, il volume. La Rete ha moltiplicato il volume di dati in un modo che l’essere umano fatica a comprendere, imparagonabile alle prime applicazioni informatiche di tipo gestionale. Pensiamo alle reti telefoniche dove viaggiano voce e dati, pensiamo alle transazioni finanziarie di borsa, banche o assicurazioni, pensiamo agli acquisti della grande distribuzione, pensiamo al mondo dei media, dei sistemi di analisi dei clienti, delle anagrafiche di ogni tipo….

Terzo, la varietà. Negli anni 80 i dati erano principalmente binari, 0 e 1.

Adesso i dati non strutturati sono il 75% del totale: sono testi, foto, video ed altri ancora generati dalla creatività del genio umano. E sono proprio Facebook, Twitter, Linkedin che generano enormi quantità di dati non strutturati a ritmi impensabili pochissimi anni fa.

Velocità+Volume+Varietà = le tre V dei Big Data.

Per me la V che stravolgerà l’uomo è la prima, la Velocità: troppo veloci le sollecitazioni a cui siamo sottoposti ogni giorno, ogni ora, ogni minuto per non avere alla lunga degli effetti sul nostro comportamento sociale.

E le tecnologie per gestire le tre V oggi ci sono, i motori di ricerca, i sistemi per macinare tutti questi dati, di ogni tipo, a qualsiasi velocità sono pronti a filtrare, sintetizzare, rendicontare e prevedere.

Ma il problema è l’uso dei risultati per indirizzare bene a monte dove analizzare e dove focalizzare le risorse necessarie, sia finanziarie che mentali per evitare di essere travolti dallo tsunami dei Big Data invece che utilizzarli per il progresso umano.

di Fabrizio Padua

1 dicembre 2013

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