Segretria Pd: inizio dell’era di Matteo Magno?

Segretria Pd: inizio dell’era di Matteo Magno?

Le coincidenze ci sono tutte. Un leader ambizioso aspirante alla massima carica governativa del Belpaese: l’imperium. La presidenza del Consiglio, passando però per tutto il cursus honorum della politica: da amministratore locale a sindaco di una grande città, candidato alle primarie per ottenere la segreteria del partito ed infine, il coronamento della presidenza del Consiglio dei Ministri. Ce la farà Matteo Renzi? Ma di quali coincidenze stiamo parlando? È presto detto: l’ambizione abbiamo appena visto che non gli manca. Il curriculum da buona pecorella cattolica nemmeno; da ragazzino la scalata alle cariche scout, da ragazzo attivista dell’azione cattolica per iniziare poi le prime esperienze politiche nella Democrazia Cristiana e nella Margherita. E la domenica in chiesa a sentire la messa. Il figlio che tutte le mamme vorrebbero.

Ed ora è arrivato il momento: dopo lo “svezzamento” dello scorso anno alle primarie del centrosinistra dove, alla sua prima esperienza, è riuscito ad ottenere un putiferio di voti e visibilità (le quali però non lo hanno portato alla vittoria a causa della candidatura di Bersani il quale era sostenuto dall’intero apparato del partito), adesso ci riprova, e la vittoria sembra già assicurata.

Due anni fa salì alla ribalta con l’esperienza della Leopolda. I consensi salirono alle stelle. Dopo la sconfitta dello scorso anno si è fatto un po’ da parte facendo i complimenti al vincitore Bersani mettendosi in disparte con estrema umiltà. In realtà faceva tutto parte del gioco: Bersani era destinato alla sconfitta. Il vento dell’antipolitica era ancora nettamente superiore e i partiti della demagogia prendevano sempre più il sopravvento. No, il momento era ancora immaturo. Meglio lasciar andare avanti Bersani e fargli perdere la faccia.

La fine di Bersani la conosciamo tutti. E neanche l’attuale governo delle larghe intese sembra piacere molto ai cittadini. Il Movimento 5 stelle deve combattere con i dissidi interni, l’estrema giovinezza del partito e la totale mancanza di ideali storici sui quali poter creare solidi legami interni. Carpe Diem Renzi, questo è il momento propizio. Ed ecco indette le primarie. Il primo passo verso la scalata all’imperium: la segreteria del Pd.

Gli altri tre candidati sono tre perfetti outsider: due legati ancora a vecchi rimasugli di una sinistra che ormai è superata e l’altro, Gianni Pittella, bravo ma con troppo poco carisma e poca visibilità. Renzi ha la vittoria in tasca. Ha già praticamente vinto. E lui questo lo sa bene.

La ciliegina sulla torta? La data delle primarie: l’8 dicembre. Già, proprio una festa cattolica, quella dell’Immacolata Concezione. Non sembra una perfetta coincidenza? Mi ricorda vagamente una notte di Natale dell’800 d.C. quando per la prima volta il papa incoronò egli stesso un imperatore. Era Carlo Magno.

Chissà … che sia proprio papa Francesco ad annunciare la vittoria di Renzi alle primarie?

Giuseppe Ferone

1 novembre 2013

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