Il grande Torino

Il grande Torino

grande TorinoIl tempo del silenzio è quello che ti porta a dimenticare o ad ignorare qualcosa di molto importante che la mente ha rimosso a non ha elaborato a sufficienza, è il tempo che ti ha cancellato la memoria e poi accade che, improvvisamente qualcosa ti ACCENDE la mente e tutto ritorna vivo e presente come se fosse oggi …
Mi è bastato vedere un film, stasera sul 1° canale  della RAI ED IMPROVVISAMENTE tutto è ritornato!
Ero una bambina quando il dolore aveva riempito l’Italia e la mia stessa famiglia, il mio paese tutto ne appariva sconvolto: un aereo era caduto portandosi via tante vite e tanti sogni e il futuro di tanti ragazzi, IL GRANDE TORINO ERA SCOMPARSO, erano morti tutti e con loro era morto il sogno degli italiani, non erano solo dei giocatori e che giocatori, erano soprattutto delle giovani vite che si erano spente con tutte le loro speranze, i sogni, i desideri e che dietro di loro lasciavano il rimpianto dei loro tifosi e soprattutto le loro famiglie sconvolte.
Un tragico destino, in un momento aveva cancellato tante vite giovani e speranzose e lasciate sole e sconvolte le loro famiglie !
ORA ERA IL TEMPO DEL SILENZIO, il vuoto delle voci festose che incoraggiavano, il nulla di uno stadio che tornava a svuotarsi e non era dopo una vittoriosa partita, a vincere era il destino infame che aveva strappato al campo,  le allegre e festose voci dei suoi calciatori, lo strombazzante incitamento e le urla che si levavano ad ogni azione, ad ogni gol, ad ogni vittoria.
Un film ben strutturato e interpretato magistralmente e tutta la realtà di quei tempi.
Per anni in casa mia, bastava vedere Sandro Mazzola, per ritornare a quel ricordo doloroso e nero del nostro calcio, tante volte ho visto nelle varie TV quell’ultima foto, quel video dei giocatori che si apprestavano a salire sull’aereo della morte, confesso che non avevo mai capita appieno tutto l’accaduto, il film di questa sera mi ha mostrato la realtà  che mi era sfuggita e che è tutta la tragedia e la solitudine derivatane, quei ragazzi erano una famiglia, la famiglia sana del calcio, unita per il raggiungimento di un unico obiettivo da realizzare con abnegazione e totale disponibilità e che arrivava puntualmente grazie al legame che li univa, che faceva di tanti un unico sogno,un’unica speranza, un solo obiettivo!
Grazie RAI1 per aver ricostruito la memoria, per averci riportati quei ragazzi, per aver cancellato il tempo del silenzio!

Maria Teresa Manta
30 maggio 2013

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