La morte non va mai in vacanza

La morte non va mai in vacanza

Carbonizziamo, defenestriamo, decapitiamo, strangoliamo: moderno lessico dell’annichilimento della creatura umana. “Devi scomparire dalla faccia della terra” è la parola d’ordine di disperazioni passionali proiettate ad idealizzarsi in un significato di eternità o di eterni odi di religione e di razza.

Le “principesse da buttar via”, di cui scrivemmo lo scorso anno, continuano a gettare la loro corona di latta e sangue fuori dai finestrini delle auto, tra le ceneri di un mozzicone di sigaretta imbevuto di benzina o sgozzate tra le mani avide di possesso di chi il giorno prima giurava eterno amore. Amore, amore, amor…. Giulietta e Romeo si avvelenarono inconsapevolmente a vicenda, lasciando un corpo da seppellire. Oggi quel corpo non ha da esistere più, no more, o carbonizzato per rendere un servizio alla moda della cremazione, o sciolto nell’acido, o dissezionato come uno spezzatino da mettere in un sacco gettato nelle anfrattuosità più nascoste. Horror movies? No, realtà quotidiana. Cronache impietose ci raggiungono come proiettili ogni ventiquattrore mentre tentiamo di fuggire nei nostri nascondigli dell’anima per vivere qualche po’di vita che sia vita.

Sociologhi, psicologi, opinionisti, casalinghe al telefono, se la raccontano ogni giorno e la sera s’incollano a tutte le trasmissioni del “crimen” che impazzano in tv e che ogni settimana giocano sulle “novità” che non dicono poi niente di nuovo. Intanto il giorno dopo si presenta un altro caso nuovo davvero e sempre più stravolgente. Proliferano nuove trasmissioni ad hoc, nascono in edicola settimanali specializzati nel giallo, a metà euro come prezzo di propaganda. Di materiale da vendere ce n’è, non manca la creatività della follia omicida.

Ma non c’è nulla di nuovo sotto il sole, se pensiamo a quell’artista del crimine da Grand Guignol che fu la Leonarda Cianciulli, detta la “saponificatrice”, che nel 1940 uccise ben tre donne, sezionandole, cuocendole in un pentolone e facendone saponette profumate con l’aggiunta di acqua di colonia o biscottini per i figli con alternativa di cioccolato. Erano tempi d’anteguerra e la fame si faceva sentire!…
Un po’ di ironia dissacrante ci distoglie dall’orrore dei fatti dell’oggi. Donne donne donne. Femminicidi che si susseguono come normali riti della quotidianità ad opera di maschi respinti o di gruppuscoli orgiastici in cerca di una vittima sacrificale da immolare sull’ara dei paradisi artificiali. Quando poi si saluta l’entrata nella giovinezza dei 16 anni bruciando viva la fidanzatina coetanea che non vuole ancora far sesso, ebbene il cervello della gente entra nella più completa confusione e fa fumo. Frutto dei tempi, frutto dell’educazione sbagliata, il “tutto e subito”, genitori separati, genitori disperati che non arrivano a fine mese, genitori assenti, genitori zero in condotta, pubblicità sbagliata, il diavolo che impazza su internet, scuola affollata, scuola sguarnita, scuola senza nemmeno il gesso per scrivere sopra la lavagna Uomo – Donna.

Angela Grazia Arcuri

Roma, 27 maggio 2013

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