Harry e Meghan: il matrimonio multietnico che scuote gli ultimi abbagli della Royal Family

Harry e Meghan: il matrimonio multietnico che scuote gli ultimi abbagli della Royal Family

Quanto i figli d’Albione fossero “algidi” per definizione è stata in realtà solo una favola corsa nel tempo. Dietro l’abito compassato degli inglesi scorre sangue caldo. Se di scandali sentimentali vogliamo parlare, il Regno Unito ne detiene il palmares fra tutte le monarchie della vecchia cara Europa. Basti ricordare il matrimonio tra Edoardo VIII e l’americana Wallis Simpson per amore della quale il re preferì abdicare al trono. E quella era vera passione, non acqua calda. Per non parlare dello scandalo Profumo, intriso di prostituzione, spionaggio e quant’altro che, nel secolo scorso, ci ha mostrato lo specchio di un’Inghilterra spregiudicata, forte di quella superiorità politica che ha saputo colonizzare mezzo mondo.

Corna e biscorna hanno infiorato gli irripetibili cappelli della Regina per le marachelle sentimentali dell’ormai ultranovantenne marito Filippo, duca di Edimburgo. Ma lei, Elisabetta, è sempre riuscita a mantenere il suo aplomb, fedele alle regole di corte. Forse, con la morte nel cuore, ha dovuto assistere alle numerose defaillance di figli e nipoti, accettando gli “impresentabili”, vedi la moglie indesiderata del figlio Carlo, Camilla Parker Bowles, con la quale, oggi, è obbligata a sedere a stretto fianco nelle cerimonie ufficiali.

Oggi, un’altra prova ha atteso la Regina alla St. George’s Chapel del Castello di Windsor, ove si sono sposati Harry e Meghan. Elisabetta II, in quanto sovrana, è anche Capo della Chiesa d’Inghilterra, che si oppone al divorzio. Infatti, la divorziata Meghan Markle ha dovuto ricorrere al battesimo in sede del tutto privata per poter sposare il suo Harry. Sembra ragionevole supporre che la Regina, il giorno del matrimonio avvenuto il 19 maggio scorso, abbia dovuto stringere i denti ancora una volta in un’atmosfera nuziale per lei del tutto inedita.

Mutatis mutandis, la novantaduenne Elisabetta ha visto sfilare davanti ai suoi occhi una colorita e per lei imprevedibile corte di invitati appartenenti all’entourage professionale e personale della sposa, ex attrice di cinema e serie tv, modella e consulente d’immagine. Ora, dopo il matrimonio, si prevede per lei un più consono ruolo da principessa come ambasciatrice del Regno Unito sulla scia di Kate Middleton, sposa del fratello William.

Si parla molto della madre di Meghan, Doria Ragland, donna dalle semplici origini e cultura anticonformista. Di fede rastafariana, come testimonia la sua pettinatura a treccioline, è una ex hostess di Compagnia aerea ed ora maestra di yoga. Sposò l’olandese Thomas Markle, conosciuto quando faceva la comparsa cinematografica e dall’unione, naufragata dopo sei anni, ne nacque Meghan. Pare che l’uomo abbia speculato sul matrimonio della figlia vendendo ai paparazzi le foto del suo abito da sposa ancor prima che si sposasse. La Regina non ha nascosto pubblicamente il suo vivo disappunto, bandendo l’uomo dalla cerimonia, cosicché la bella Meghan ha dovuto procedere da sola all’entrata in chiesa.

Harry parla della suocera in tono entusiastico e dice che è un donna eccezionale. Come potrebbe essere diversamente? Come potrebbe una donna – che ha sacrificato parte della sua vita a tirar su una figlia senza marito – essere spiacevole con un prossimo genero che farà diventare la figlia una principessa e forse un giorno, per non improbabile successione al trono, una regina? Non mancano le malelingue che parlano invece della Ragland come una donna arrampicatrice sociale, la quale ha fatto studiare le figlia nei migliori college americani per instradarla verso il successo. L’ambizione non è un peccato. Lo è se viene usata come strumento per fini illeciti.

Dio salvi la Regina

Ecco che Elisabetta II, regina del Commonwealth, perno della storia inglese dal giorno della sua incoronazione nel giugno 1953, alla sua veneranda età si è vista catapultare nel mondo nuovo con le nozze del giovane Harry, figlio di Carlo e dell’indimenticata Diana Spencer.

Elisabetta è tutt’altro che una donna compassata e sorpassata. La sua storia personale offre i più ampi e curiosi risvolti di una personalità forte e creativa, capace finanche di saper imitare con la voce i personaggi più famosi, incredibile a dirsi, capace di furiosi litigi col marito Filippo che s’innamorò profondamente di lei e seppe farla “ridere” in ben settanta anni di matrimonio, ad onta delle sue frequenti divagazioni sessuali fin dai primi tempi della loro unione. Ma lei fingeva di non sapere. Era questa la sua politica coniugale.

Li ricordiamo quando, negli anni Sessanta, vennero a Roma. La loro automobile decapottabile proveniva dalla Via Appia verso il Piazzale San Giovanni e li vedemmo a distanza ravvicinata. Erano bellissimi e ancora giovani. Ci colpirono gli occhi azzurri di lei, l’incarnato roseo e levigato.

Ora, coinvolta forse suo malgrado nel gossip inglese delle nozze Harry-Meghan, le spalle ormai curve ma sempre forti, trova conforto nelle sue “mise” color pastello e nei buffi cappelli ornati di fiori e uccellini. E’ sempre lei, la Sovrana d’Inghilterra, affiancata da un marito ormai rassegnato alla fedeltà, da sempre prodigo di consigli d’ordine amministrativo e politico, ma costretto a camminare a un passo dietro la Regina per esigenze di protocollo e al quale solo lei può dire “Stai zitto!” se soltanto lui la rimbrotta.

Una regina, Lilibeth – come usava chiamarla la sorella Margareth – che ancora tiene in piedi una nazione con tutte le sue “exit” e i suoi scandali: GOD SAVE THE QUEEN!

Angela Grazia Arcuri

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