Genitori e figli: il macchinino elettrico regalato all’infante per la festa di compleanno

Genitori e figli: il macchinino elettrico regalato all’infante per la festa di compleanno
foto: toyx.it

A quel bambino dell’immagine puzza ancora la bocca di latte, come suol dirsi. Sembra lo stesso protagonista di quella scenetta cui abbiamo assistito nei giorni scorsi e che ci ha lasciato piuttosto perplessi.

Genitori e figli, cosa sta accadendo?

Ebbene, sul viale sotto casa nostra – posto in un ampio piazzale dotato di parcheggi e poco distante dalla strada maestra del quartiere, dove circola un intenso traffico proveniente dal raccordo – ecco che vediamo sopravvenire una divertente macchinetta elettrica guidata nientepopodimenoché da un infante di età sicuramente non superiore ai tre anni.

Alle sue spalle e a distanza assai ravvicinata, il macchinone condotto dal padre era costretto continuamente a fermarsi ( evidentemente ben sicuro della tenuta dei freni!)… mentre la giovane mammina – in avamposto – proteggeva il bimbo da ogni pericolo.

Ogni volta che il padre frenava all’improvviso, avvertivamo qualche legittima palpitazione per il timore che andasse ad urtare la macchinetta del figlio, tanto gli stava addosso. Una tempistica eccellente, considerata la continua circolazione di automobili nel viale. Un evviva per gli accorti genitori!

Società del “narcisismo” e bullismo scolastico

Già, un evviva. Il teatrino inaspettato regalatoci sotto casa non poteva non indurci a qualche interrogativo sui metodi educativi dei genitori di oggi, non per colpevolizzarli perché il mestiere di genitori è assai difficile e tutti noi di veneranda “stagione” siamo incorsi in errori nell’educare i nostri figli. Va anche detto che ogni bambino, specialmente i maschietti, da che è stata inventata l’automobile, nutre un forte desiderio di mettersi al volante “al posto di papà”.

Ciò detto, corre l’obbligo di domandarsi perché si stiano verificando continui e spesso penosi episodi di bullismo scolastico, laddove l’ autorevolezza dei docenti si è andata svilendo in modo preoccupante, con l’avallo di un atteggiamento genitoriale troppo difensivo e permissivo nei confronti dei figli.

Secondo interrogativo è chiedersi chi siano i genitori d’oggigiorno. Occhio e croce appartengono alla generazione dai venti ai quarant’anni, cresciuti, chi più chi meno, con quel pizzico di “narcisismo” caratteristico della società postmoderna. Avere per essere, avere per accrescere la propria autostima. E’ questo l’humus in cui cresceranno i pargoli, con l’idea che si può avere tutto senza sacrificio, acquistando potenza nei confronti dei suoi coetanei e finanche dei professori.

In realtà gli insegnanti si sentono privati degli strumenti idonei a gestire gli alunni. La “Buona Scuola” voluta dal Pd si è rivelata abbastanza fallimentare, abolendo la “bocciatura” se non in casi eccezionali, strumento che ora la ministra Fedeli sta cercando di recuperare in extremis per salvare la “cadrega” e la sua chioma al fulmicotone.

Rieducare i genitori per educare i figli

Un efficace e salutare strumento di incontro tra genitori e figli si sta rivelando quello dei videogiochi. L’AESVI, associazione che rappresenta l’industria videoludica, registra nel settore un giro di affari di quasi 1,5 miliardi di euro nel 2017.

No alle macchinette elettriche per piccolissimi. Sì ai videogiochi. Quanto a certi genitori, tutti sui banchi di scuola.

Angela Grazia Arcuri

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