Allergologia in crisi: cause ed effetti

Allergologia in crisi: cause ed effetti

allergiaOggi aumenta l’incidenza delle allergie, ma diminuiscono gli allergologi. Se ne è parlato al Congresso Sezione SIAIC  (Società Italiana Allergologia e Immunologia Clinica) nelle regioni: Toscana, Emilia Romagna, San Marino, Umbria e Marche, presso il Novotel  Firenze Nord, al suo secondo e ultimo giorno.  Trecento gli specialisti a parteciparvi, dibattiti, studi e ricerche in Italia e nel mondo.  Tra gli argomenti trattati vi sono stati: la psoriasi, i farmaci biologici, la sensibilizzazione alle proteine del grano, la diagnostica molecolare e le reazioni avverse ai farmaci. Per quanto la SIAIC stia coinvolgendo gli Assessori alla Salute delle singole regioni, la via da percorrere, cioè la più difficile: quella di avvicinare gli specialisti a questo settore sembra ancora un miraggio, ma bisogna far presto perché si rischia di non avere più studiosi del campo disposti a curare gli allergici, soprattutto alimentari.
Inoltre, l’intervento da dedicare alle malattie allergiche è sempre stato “lungo”, ma nello stesso tempo richiede tempestività, per il rischio degli shock anafilattici, che potrebbero causare la morte del paziente. Inoltre i tempi diagnostici si prolungano e i costi aumentano, ed il paziente è a rischio.  Il grosso guaio è il fatto della cosiddetta “fuga di cervelli”, cioè persone della specializzazione che preferiscono andare a lavorare all’estero, lasciando così l’Italia, il  nostro paese, orfano delle loro cure delle loro “mani”. Oggi possediamo nuove tecnologie per le diagnosi delle malattie allergiche e metodiche sofisticate in grado di identificare la proteina a cui un paziente è allergico, spiega Massimo Triggiani; Presidente della SIAIC; la diagnostica molecolare comprende test confermati da anni di esperienze e studi adatti a tale argomento clinico, valido per  le allergie alimentari.
Essere sul campo significa anche identificare l’allergene responsabile dei sintomi che consentirebbe, allora, un’ottima terapia per risolvere l’allergia, anche utilizzando quelli che vengono chiamati i vaccini desensibilizzanti.  Aggiunge poi Sergio Testi , Coordinatore Segreteria Scientifica SIAIC, che anche quest’anno il Congresso rappresenta un momento di confronto tra gli specialisti che in Italia si dedicano alla diagnosi e alla cura delle patologie allergoimmunologiche e ospita esperti chiamati a fare il punto sulle più recenti innovazioni della disciplina , e che questi uomini sono di estrazione sia nazionale che internazionale: un livello di collaborazione che andrebbe certamente avvantaggiato ed auspicato da ogni parte del globo. Il programma è stato pensato per affrontare il problema da un punto di vista multidisciplinare, cercando di trattare i diversi argomenti di maggiore attualità, cercando di avvicinare sempre di più al mondo della ricerca e q quello della pratica clinica.
Non è un caso forse che siano ormai troppi anni che diversi bambini soffrano continuamente di disturbi allergici legati all’alimentazione e che bisogna darsi da fare perché il novero degli specialisti  del settore si moltiplichi, anche perché altrimenti sempre più piccoli fanciulli ci rimetteranno il bene più prezioso che si abbia: la salute; in un’epoca poi in cui si sta cercando di incrementare il numero dei neonati  che dovrebbero popolare il globo e che per primi dovrebbero godere di un ottimo stato “clinico”, se non si vuole rischiare di avere un pianeta ormai non più “abitabile” dai più giovani, se non si dovrebbe dire più piccini, a cui dovrebbe essere garantito un livello di benessere forse molto più agiato dei loro “predecessori”.
Non ci si dimentichi mai che si sta andando verso una globalizzazione e sarebbe doveroso che tutto il mondo godesse del benessere,  non solo quei paesi dove è  maggiormente garantita la Ricerca e che per questo avrebbe più possibilità di cura: lasciamo almeno che gli stessi italiani ne possano approfittare! Le malattie allergiche lasciano anche, soprattutto le più note, in questo periodo dell’anno: la primavera, un segno quasi di isolamento forzato tra chi ne soffre e si dovrebbe fare in modo che colui che ne è affetto non ne venga inutilmente colpito e semmai si disponga ad allontanarsi dal “Bel Tempo” che diventa ormai un diritto per chiunque. Ma di allergie si è certi ve ne siano un’infinità e si è altrettanto certi che dovrà avvicinarsi quel giorno in cui verranno sconfitte, non solo per il fastidio che provocano, ma per i rischi e le vittime che, come si accennava, mietono. Così, si è convinti che anche con poco sforzo e senza pretendere o aspirare a troppo, sia proprio parlandone che si sconfiggerà il pericolo per chi ne soffre e il rischio di lasciare che un futuro medico agli albori nel campo, possa essere dimenticato, o, ancor peggio, nemmeno considerato. Che allora i nostri dottori ed i nostri terapeuti tutti si mettano alla prova in una di queste discipline scientifiche.  Si sa d’altra parte tutti, l’Italia non ha mai avuto paura di affrontare i problemi e con questi le emergenze, e questa è una di quelle a cui si dovrebbe dedicare.

Michela Gabrielli
23 aprile 2013

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