Vivisezione, abuso degli animali: da marzo vietata in Europa

La battaglia europea, che vede da diversi anni migliaia di animalisti fare pressione sui legislatori dell’UE affinché si impegnassero a sviluppare ed implementare metodi che non comportino l’uso di animali in laboratorio, ha visto finalmente una svolta positiva.  Il 2013 sarà, infatti, un anno molto importante per i diritti degli animali destinati alla vivisezione. Già attualmente sono vietati i test sugli animali dei cosmetici finiti, come prevede la direttiva europea 2003/15/CE, ma dal prossimo 11 marzo  potrebbe entrare in vigore in tutta Europa anche un divieto  assoluto di vendita di cosmetici con ingredienti testati su animali, in qualunque parte del mondo questi test siano eseguiti. Dall’11 luglio saranno, inoltre, obbligatorie nuove etichette per garantire la sicurezza dei consumatori e saranno fissati nuovi paletti contro gli spot pubblicitari ingannevoli. Questa decisione europea ha origine da un regolamento del 2009 di cui era stata prevista una deroga per alcuni esperimenti che scadrà fra meno di due mesi. Anche la presenza di nanomateriali dovrà essere esplicitamente indicata nella lista degli ingredienti riportata sulle etichette con la dicitura “nano”.

Nonostante siano in molti i consumatori a sostenere che i test su animali siano dannosi ed eticamente inaccettabili, la Commissione e il Parlamento Europei stanno prendendo in considerazione una serie di deroghe al nuovo divieto. Ecco perché la LAV (Lega Anti Vivisezione) ha avviato sul proprio sito una petizione contro ogni slittamento, sostenuta dalle organizzazioni partner in tutta Europa che denunciando l’ingiustizia e l’arcaicità della filosofia della vivisezione degli animali. Con l’iniziativa del deputato laburista Eitan Cabel, grazie a una legge approvata nel 2010, dal primo gennaio dell’anno appena iniziato, si è riuscito ad ottenere in Israele il divieto della vendita e dell’importazione di prodotti cosmetici e per la pulizia, realizzati anche questi con test su animali. Ma ora è arrivato il momento anche per l’Europa di dare un segno di civiltà e di dire basta a chi si ostina ad accecare, ustionare, avvelenare, soffocare e uccidere gli animali per testare cosmetici. Lo stesso Cabel ha detto: «I test sugli animali effettuati dall’industria cosmetica infliggono terribili sofferenze a questi animali. Ogni prodotto necessita tra i 2.000 e i 3.000 test e gli animali muoiono soffrendo atrocemente», con la speranza che avvenga un cambiamento di percezione che possa portare alla cessazione completamente tutti i test sugli animali.
Michela Kuan, Responsabile LAV Vivisezione, commenta: «Speriamo che questa vittoria, possa essere condivisa anche in Europa dove mancano, ormai, poche settimane al divieto previsto dalla Direttiva cosmetici che vieterebbe non solo di effettuare i test, ma anche di importare materie prime sperimentate su animali da altri Paesi: aspettiamo l’11 marzo pieni di speranza. Da anni la LAV sostiene questa importantissima campagna europea, speriamo davvero di poter brindare al nuovo anno con questa vittoria epocale».
«Sottoporre gli animali a inutili torture per testare shampoo e rossetti è un’assurdità incivile che deve finire quanto prima», ha aggiunto in una nota l’Eurodeputato Andrea Zanoni, ribadendo che «la data del 13 marzo 2013 deve diventare la pietra tombale di tutti questi test senza eccezione di sorta». Soprattutto perché valide alternative esistono già. Quello che serve è avere la volontà di puntare su un mercato all’insegna del progresso e della civiltà. Per questo, conclude Zanoni: «Le deroghe chieste all’entrata in vigore del divieto del marzo 2013 sono un inutile regalo alle tradizionali lobby della cosmesi interessate solo a mantenere lo status quo e i propri profitti senza alcun riguardo per i milioni di animali inutilmente torturati nei laboratori d’Europa».

Sonia Carrera
23 gennaio 2013

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