Aids: un virus ancora senza vaccino

Alla vigilia della giornata mondiale dell’AIDS vogliamo affrontare l‘argomento in maniera critica e analitica per non dimenticare, ricordando la lotta nel mondo di milioni di sieropositivi e dei team medici di ricerca che ogni giorno combattono nella ricerca di un vaccino che ancora non c’è e che speriamo non tardi ad arrivare.

 

 Il 1° dicembre del 1981 in Gran Bretagna, fu diagnosticato per la prima volta il virus denominato come sindrome immune deficienza acquisita noto come AIDS. Proprio in virtù di questa scoperta ogni anno da allora ricorre la giornata mondiale dell’AIDS. In realtà occorre specificare che la malattia comparve alcuni mesi prima nella città degli angeli in America dove a cinque ragazzi omosessuali fu diagnosticato il virus, inizialmente concepito come una polmonite. Infatti la patologia non aveva ancora un identificazione esatta, un nome e non si riusciva a determinarne l’origine. In seguito a queste ragioni fu prima chiamata come Grid (Gay Related Immuno Deficiency Virus) .

Il virus ha la caratteristica di indebolire il sistema immunitario in maniera quasi totale, rendendo di conseguenza il paziente incapace di affrontare e di contrastare qualsiasi tipo di infezione e malattie causate da altri virus, batteri o funghi. Successivamente giungerà la consapevolezza che la sindrome è un virus che viene denominato come HIV ovvero Human Immuno Deficiency Virus.

L’HIV dunque è il virus  responsabile della patologia mentre l’AIDS è la sindrome che ne deriva. Il virus inoltre può rimanere silente nel tempo e in alcuni casi, molto rari, essere presente nell’organismo senza mai attaccarlo. Questa caratteristica però comporta un problema in quanto rende assolutamente difficile determinare se un paziente è sieropositivo o meno fino a quando non indebolirà le difese immunitarie proprio perché la sua presenza non da alcun sintomo. Rimane solo il test come accertamento sicuro.

A 30 anni dalla sua scoperta non esiste ancora un metodo efficace per eliminare del tutto il virus presente nell’organismo ma i progressi compiuti dalla medicina moderna conferiscono a un paziente sieropositivo di vivere molto a lungo. Una delle terapie più all’avanguardia in questo senso è senz’altro la terapia Haart (Higly Active Anti Retroviral Therapy), sostanzialmente un cocktail di farmaci. Il vaccino purtroppo rimane ancora un obiettivo lontano da raggiungere ma i passi compiuti fino ad oggi certamente ci lasciano ben sperare nella possibilità di poterlo trovare.  

Le cause del contagio:

Molteplici sono le cause che scaturiscono il contagio del virus ma dai risultati statistici di una ricerca condotta proprio su questo argomento incentrata su casi dal 1982 al 2010 è risultato che la causa primaria di contagio è l’iniezione di droga circa 32.990, nel bel paese infatti i casi di AIDS erano per lo più dovuti allo scambio di siringhe infette,  segue il contatto sessuale 14.311, i contatti omobissessuali 10.401, le trasfusioni 439 e le cure per emofilici 345.       

Sospetto virus, cosa fare ?

 

Nel caso dovesse sopraggiungere in voi o in chiunque un sospetto circa la possibilità di poter aver contratto il virus la cosa più facile da fare è certamente quella di ricorrere al test HIV che è completamente gratuito e che può essere eseguito senza nessuna prescrizione medica. Il test può essere eseguito senza pagare nei centri di malattia infettive degli ospedali pubblici e in tutte le strutture pubbliche dove è possibile effettuare un prelievo di sangue.  Generalmente è consigliabile fare il test dopo il “comportamento a rischio“. Esistono anche centri analisi come telefono verde AIDS 800 861 01 e la Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, LILA.

 

L’AIDS in Italia e nel mondo:

Oggi nel mondo esistono circa 34 milioni di persone che vivono con il virus dell’HIV. Di questo campione enorme circa 3.4 milioni sono bambini. C’è stato tuttavia un incoraggiante miglioramento nel ventennio 90-10 in cui i casi sono diminuiti in maniera progressiva. Da sottolineare gli effetti positivi della terapia antiretrovirale che ha permesso di aumentare la vita media di moltissimi sieropositivi.

In Italia invece si è verificato un aumento dei casi di contagio negli anni 80 mentre i casi di mortalità si sono ridotti negli anni.  

Manuel Giannantonio
27 novembre 2012

 

 

                                                                                        Fonti: Unalds.org

Ministero della salute

Global HIV/AIDS Response 2011

lila.it

anlaidonlus.it

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