Il ritardo dei farmaci: un dramma tutto italiano

Mentre nella maggior parte dei paesi più sviluppati del mondo, persone affette da determinate patologie tumorali o Epatite C, sono attualmente sottoposte a specifiche terapie innovative, in Italia si attende disillusi che i farmaci specifici entrino in commercio.

Spesso, purtroppo, questo ingiustificato ritardo non comporta soltanto qualche altro giorno di sofferenza, ma la morte stessa degli individui e la distruzione di intere famiglie. La lunga trafila dell’approvazione e dell’accettazione dei farmaci è allora uno dei temi all’ordine del giorno sociale e politico.

 

Dopo i tredici anni di lavoro scientifico, durante i quali il farmaco prodotto dalle case farmaceutiche deve superare tre livelli di sperimentazione clinica, mostrando la sua innocuità ed efficacia; viene presentato alle aziende per la registrazione. Per arrivare in Europa alle medicine serve l’approvazione dell’EMA (European Medicines Agency), nata per evitare gli eccessivi costi imposti alle case farmaceutiche nel presentare a ciascuno stato il farmaco, e per bloccare tentativi protezionistici da parte delle nazioni, atti ad impedire la diffusione di farmaci concorrenti a quelli nazionali. A questo punto, in gran parte dei paesi del mondo, si tratterà soltanto di concordare un prezzo e il farmaco sarà sul mercato. In Italia, al contrario, esiste un’ulteriore associazione l’AIFA, che con le sue pratiche burocratiche allunga di molto i tempi della concessione dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC). Ultima tappa del travagliato iter del farmaco sono infine le Commissioni Regionali. Il medicinale impiega da 12 a 15 mesi per arrivare negli ospedali italiani, determinando una situazione gravissima per moltissimi malati. E’ stato questo uno dei temi fondamentali del XIV Congresso Nazionale dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), tenutosi a Roma  dal 26 al 29 ottobre 2012. Come ha  spiegato Stefano Casciu, presidente dell’AIOM, ci sono farmaci innovativi per combattere il cancro al seno o il melanoma e i pazienti non possono essere privati di questa possibilità.  Uno dei medicinali maggiormente citato è l’ “Ipilimumab”, un primo vaccino contro le patologie tumorali. Fino ad ora efficace soltanto contro il melanoma; sono tuttavia oggi aperte numerose sperimentazioni per eliminare altre forme di cancro, come quello alla prostata.

Gli stessi “Telaprevir” e “Boceprevir”, i farmaci innovativi contro l’Epatite C, sono ancora immersi nel lungo percorso d’approvazione dell’Aifa. Il Comitato Prezzi e Rimborso li ha ammessi alla rimborsabilità da parte del Sevizio Sanitario Nazionale, ma dovranno esservi ancora altre verifiche, prima che entrino definitivamente in commercio.

Fortunatamente il ministro della salute Renato Balduzzi ha emanato un ordinamento per eliminare almeno l’ultimo stadio del percorso, quello delle commissioni regionali, riducendo in parte il disastroso ritardo. Si tratta soltanto di un passo in una situazione drammatica che deve essere risolta, essendo onere dello stato evitare che, nei nostri ospedali, i malati debbano rimpiangere di essere italiani.

Alice Andreuzzi

21 novemnre 2012

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