Una mutazione genetica favorisce sviluppo tumorale attraverso globuli rossi

Tra le strategie atte a combattere il cancro vi è sicuramente la costante ricerca volta ad individuare gli esatti meccanismi che permettono la crescita e lo sviluppo stesso delle masse tumorali.

Fra queste c’è l’angiogenesi, cioè lo sviluppo di nuovi capillari previo altri già esistenti. Un nuovo studio dimostrerebbe come l’insorgenza tumorale apporti un rispettivo incremento degli eritrociti o globuli rossi.

A cura del Nationlan Institutes of Health, il nuovo studio dimostra che a capo della produzione dei globuli vi sia in realtà una mutazione genetica.

In sintesi, la scoperta, effettuata su tessuti di tumori endocrini rari, illustra come alcuni tumori siano in grado di far produrre all’organismo, un maggiore quantitativo di sangue per velocizzare nonché sostenere il loro processo di crescita.

Secondo le dichiarazioni fornite si potrebbe, bloccando la maggiore produzione degli eritrociti, rallentare e persino impedire lo sviluppo stesso del tumore.

Costantine A. Stratakis dell’”Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development” (NICHD) ha affermato come “lo studio ci fornisca un nuovo fondamentale indizio che, a sua volta, possa apportare nuove ed utili informazioni nella comprensione e realizzazione di possibili terapie in diversi tipi di tumore”

Lo studio è stato effettuato su pazienti a cui è stato diagnosticato un raro tipo di tumore il “paraganglioma”, la cui formazione avviene nelle cellule cromaffini all’esterno delle ghiandole surrenali. 

L’analisi del tessuto tumorale ha rivelato la presenza di geni (HIF, fattori indotti di ipossia) già associati alla progressione e allo sviluppo di tumori. Durante lo studio è stato evidenziato come i geni alterati causavano un amento dei livelli di un ormone adibito alla stimolazione nella produzione di globuli rossi.

I pazienti aventi partecipato alla ricerca erano portatori della policitemia, una malattia rara che apporta un iperproduzione di eritrociti. Nella ricerca, a seguito dell’intervento di rimozione del paraganglioma, è scomparsa la policitemia.

Il risultato nella ricerca è stato quindi nell’evincere e concludere come la mutazione abbia presumibilmente alterato l’attività dei geni, favorendo lo sviluppo tumorale mediante la sovrapproduzione di eritrociti.

Alexander Travisi

2 ottobre 2012

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