Curiosity ed i suoi primi passi verso est

Curiosity colpisce ancora: da oggi è iniziata la sua marcia verso est sul suolo marziano. Continua ad essere il protagonista del Pianeta Rosso, il robot più famoso della NASA, facendo parlare di sé quasi ogni giorno, nelle ultime due settimane.
Dopo aver riscosso un grande successo grazie all’entusiasmante atterraggio su Marte, i numerosi click raccolti su tutto il web per gli scatti fotografici inviati sulla Terra e per il primo file audio mai udito da un altro pianeta, oggi il Rover ha cominciato a svolgere il suo ruolo di esploratore. Curiosity ha mosso i primi “passi” lontano dalla sua area di atterraggio ed ha cominciato a dirigersi verso Glenelg, un luogo scelto per la sua particolare composizione del terreno – è qui che si intersecano tre tipi di terreno –. La zona di destinazione si trova a 16 metri dalla posizione iniziale, ma è molto più difficile di quanto sembri da raggiungere: Glenelg si trova, infatti, a 400 metri sotto terra e saranno necessarie alcune settimane per raggiungerlo, grazie al trapano di cui l’astromobile è munita. Dopo la perforazione del territorio marziano, inizieranno così le sue operazioni di prelievo e di analisi del terreno.

L’obiettivo è quello di studiare il terreno in ogni suo minimo dettaglio per trovare indizi della vita sul pianeta. Grazie al laser di cui è composto il Rover, con uno spettrometro potranno essere inviati i dati direttamente sul pianeta Terra. È attraverso questo spettro che sarà possibile capire di che tipo di elementi sono presenti sul suolo.
Finora la missione è stata seguita con grande eccitazione e non ha deluso il pubblico: le foto scattate dal Monte Sharp sono state condivise su internet su migliaia di siti. A tre settimane dall’inizio dell’operazione il direttore della missione Arthur Amador del NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (California) si dichiara alquanto entusiasta: «Oggi inizia davvero il nostro viaggio verso la prima destinazione, Glenelg, ed è bello vedere un po’ di suolo marziano sotto le nostre ruote. Tutto è andato splendidamente, proprio come i nostri progettisti Rover lo avevano progettato».
Si è prevista, poi, una sosta in un sito ancora da determinare, in cui Curiosity effettuerà dei controlli del suo braccio robotico e degli strumenti di contatto alla fine del braccio. La fotocamera Mastcam, poi, raccoglierà una serie di scatti della destinazione finale della missione, alle falde del vicino Monte Sharp. Una composizione che raccoglie tutte le immagini, a partire i primi scatti in cui il robot è atterrato, Landing Bradbury, fino ai prossimi, che verranno utilizzati per fornire agli scienziati informazioni più precise sulle caratteristiche dei luoghi.

Sonia Carrera
30 agosto 2012

 

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