Obesita’: buccia di mela per combatterla

Solo in Italia, secondo dati Istat, l’obesità colpisce il 10% della popolazione e si prevede che entro il 2025 la percentuale possa arrivare al 43% senza un’inversione di tendenza nella abitudini alimentari e di vita.

Nel resto del mondo la situazione non è differente, nella top ten dei paesi con più popolazione in sovrappeso troviamo sopratutto i paesi più industrializzati (Usa in primis) dove si mangia tanto e c’è poca cultura dell’alimentazione, ma troviamo anche altre nazioni a sorpresa come Kuwait, Croazia, Qatar ed Egitto dove il problema non è la qualità e la cultura dell’alimentazione, difatti la gente mangia normalmente, ma si sposta quasi esclusivamente in macchina, bruciando pochissime delle calorie assunte, manca quindi una cultura dello sport.

Come trovare un situazione a tutto ciò? Sicuramente seguire una vita sana, ovvero mangiare il giusto e fare regolare attività fisica è il miglior consiglio che si possa dare, ma in questi giorni da una nuova ricerca condotta  dai ricercatori statunitensi del Fraternal Order of Eagles Diabetes Research Center (Iowa City, Usa) arrivano nuove speranze per combattere la piaga dell’obesità in tempi brevi.

Dallo studio, condotto su alcuni topi da laboratorio e pubblicato sulla rivista Plos One, è emerso che nella buccia di mela è presente un elemento che è in grado di aiutare a ridurre i grassi facendo aumentare l’attività del tessuto adiposo bruno: si ha così un maggiore e più rapido consumo di calorie.

Christopher Adams, coordinatore della ricerca ha spiegato: “Sapevamo che l’acido ursolico aumenta la massa muscolare e la forza nei topi in salute, fatto importante perché potrebbe suggerire una possibile terapia contro la perdita di muscoli. In questa ricerca abbiamo testato l’acido ursolico in topi alimentati con una dieta ricca di grassi, un modello murino di obesità e di sindrome metabolica. Ancora una volta, l’acido ursolico ha aumentato il muscolo scheletrico. Inoltre ha anche ridotto l’obesità, il pre-diabete e la steatosi epatica. Il nostro studio – continua Adams – suggerisce che l’acido ursolico aumenti il muscolo scheletrico e il grasso bruno portando a un aumento del consumo di calorie, che, a sua volta, protegge dall’obesità indotta dall’alimentazione. Non sappiamo in che modo l’acido ursolico aumenta il grasso bruno, o se aumenta il grasso bruno nei topi sani. Il nostro prossimo passo sarà determinare se l’acido ursolico sia in grado di aiutare i pazienti”.

Enrico Ferdinandi

23 giugno 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook