Il test delle urine può essere decisivo per la diagnosi precoce del tumore al pancreas

Il test delle urine può essere decisivo per la diagnosi precoce del tumore al pancreas

Buone notizie dal mondo della medicina, un semplice test delle urine potrebbe individuare sin dagli stadi iniziali il tumore al pancreas, tumore tanto silenzioso quanto letale.

Il tumore al pancreas nella fase precoce non dà sintomi evidenti e anche laddove si presentassero sono talmente vaghi da poter essere interpretati dai medici in modo errato. Sintomi più evidenti e specifici compaiono solo quando il tumore è già in fase avanzata, ovvero quando le possibilità di curarlo sono ormai ridotte. Nell’80% dei casi la malattia viene diagnosticata solo in fase avanzata e a sopravvivere oltre i 5 anni dalla diagnosi sono soltanto il 3% dei pazienti. C’è da dire che quello al pancreas è un tumore che colpisce soprattutto le persone in età matura oltre i 60 anni e che è invece molto raro nelle persone sotto i 40.

In Italia oltre 10.000 persone ogni anni si ammalano di tumore al pancreas, tra i principali fattori di rischio sicuramente il fumo (che triplica le possibilità di sviluppare il tumore), ma anche il diabete non insulino-dipendente (ovvero quello che in genere si manifesta dopo i 45 anni di età) e alcune malattie genetiche rare quali la sindrome di von Hippel-Lindau. Sospettati di favorirne lo sviluppo anche alcol e caffè, così come alcune esposizioni professionali a solventi di uso industriale e agricolo e a derivati della lavorazione del petrolio.

Un recente studio condotto dal Barts Cancer Institute della Queen Mary University di Londra diffuso su BBC online e pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research porta una nuova luce sulla materia e sostiene che potrebbe essere sufficiente un semplicissimo esame delle urine per poter diagnosticare in fase precoce il tumore al pancreas aumentando così esponenzialmente le possibilità di sopravvivenza.

I ricercatori hanno sottoposto a esame 488 campioni di urine prelevate da 192 persone con il tumore al pancreas, 92 con pancreatite cronica, 87 sane e 117 con tumore al fegato o problemi a carico della cistifellea. Il risultato di tale analisi ha mostrato come nelle persone affette dalla patologia tumorale la concentrazione nelle urine delle proteine LYVE1, REG1A e TFF1 è sensibilmente più alta rispetto ai tassi normali e questo potrebbe rappresentare un marcatore semplice ed eloquente per una diagnosi precoce. Un risultato più che eccezionale se si pensa che, come sostiene Nick Lemoine, co-autore e direttore del Barts Cancer Institute, il tumore al pancreas: “se scoperto in “fase 2” il tasso di sopravvivenza è del 20%, percentuale che aumenta al 60% se la diagnosi avviene allo stadio 1″.

La ricerca è ancora in fase di sperimentazione e avrà bisogno di ulteriori test per confermare l’effettiva correlazione tra i livelli delle proteine LYVE1, REG1A e TFF1 e il tumore al pancreas, tuttavia i risultati ottenuti sono davvero entusiasmanti perché, come sottolineano gli stessi ricercatori che hanno condotto gli esperimenti, c’è davvero bisogno di una diagnosi precoce di questa malattia.

Come diceva lo slogan di una vecchia pubblicità “prevenire è meglio che curare” quindi seppure la diagnosi precoce è di vitale importanza, bisogna ricordare che la prevenzione è sempre l’arma migliore e più efficace per battere i tumori: non fumare, fare una dieta sana, ricca di frutta e verdura e svolgere regolare attività fisica oltre a salvare la tua vita, fanno stare meglio anche chi ti sta intorno.

di Redazione

4 agosto 2015

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