SOS Terra: la FAO nell’Anno Internazionale dei Suoli 2015

SOS Terra: la FAO nell’Anno Internazionale dei Suoli 2015

Quella zolla di umile terra diventa la protagonista nell’Anno Internazionale dei Suoli proclamato per il 2015 dalla FAO ( Food and Agriculture Organization of the United Nations).

Già 500 anni fa Leonardo da Vinci ebbe a dire “ Noi conosciamo assai più del movimento degli astri sopra di noi che della terra sotto i nostri piedi”. Ma Luca Mercalli, noto climatologo e presidente della Società Meteorologica Italiana, ci ha spiegato tutto quanto c’è da sapere su quel pugno di terra, che rappresenta soltanto la “ pellicola ” della nostra crosta terrestre, e quanto esso significhi per la nostra sopravvivenza. Nel corso delle puntate del sabato sera su R3 della sua trasmissione “Scala Mercalli”, si inoltra sui complessi temi dell’ecosostenibilità al livello di un’appassionante e lucida divulgazione scientifica.

Sono le risposte alle nostre inquietudini sul cambiamento climatico, sulle conseguenze della deforestazione che sta minacciando seriamente quella biodiversità vitale per regolare l’equilibrio delle specie animali, sull’inquinamento atmosferico carico di anidride carbonica che acidifica gli oceani, che provoca lo sfasamento dei cicli di fioritura delle piante e quello dei flussi migratori degli uccelli. Sono fenomeni sotto i nostri occhi e non fantasie allarmistiche.

I messaggi della FAO
Oggi vi sono oltre 805 milioni di persone che soffrono di fame e malnutrizione e la crescita esponenziale della popolazione richiederà un aumento di circa il 60% della produzione alimentare, fa notare il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva. E dato che gran parte del nostro cibo dipende dai suoli, è facile capire quanto sia importante mantenerli sani e produttivi.
I suoli costituiscono non solo la base per la produzione di cibo, combustibili, fibre e prodotti medici, ma sono anche essenziali per i servizi agli ecosistemi e al benessere umano. Essi svolgono un ruolo chiave nella fornitura di acqua potabile e nella resilienza alle inondazioni e alla siccità, costituendo inoltre il più essenziale serbatoio di carbonio.
La Fao – continua il Direttore Generale – stima che un terzo dei terreni mondiali siano degradati, a causa dell’erosione, della compattazione, dell’impermeabilizzazione, della salinizzazione, dell’erosione di materiale organico e di nutrienti, dell’acidificazione, dell’inquinamento e di altri processi causati da pratiche insostenibili nella gestione dei terreni. Se non vengono adottati nuovi approcci, nel 2050 l’ammontare globale di terreni arabili e produttivi pro capite sarà pari a solo un quarto del livello del 1960.
Possono volerci fino a 1.000 anni per formare un centimetro di suolo, avverte la Fao. Con il 33% di tutto il suolo mondiale degradato e con le pressioni umane in continua crescita, si stanno raggiungendo dei limiti critici che rendono la loro buona gestione una questione urgente.
Attualmente – viene sottolineato – i dati sui terreni sono spesso obsoleti, limitati e frammentari. Una delle priorità dell’Organizzazione è quella di creare un sistema di informazioni sui suoli mondiali che possa aiutare con dati affidabili le decisioni in materia di gestione dei terreni.

L’EXPO di Milano , che ha per tema di fondo “Nutrire il Pianeta: Energia per la Vita”, si presenta come evento di assoluta importanza, in quanto metterà a confronto modelli di sviluppo italiano ed internazionale nell’ambito di un’ agricoltura ecosostenibile. Sarà quindi occasione speciale per aumentare la consapevolezza circa le attività da conseguire per il risparmio energetico e l’uso più efficiente dei suoli, con il coinvolgimento di politiche lungimiranti, atte alla conservazione di questa risorsa chiave per la nostra vita sul pianeta.

Angela Grazia Arcuri
29 marzo 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook