Arresto cardiaco: un braccialetto rivela anomalie negli atleti

I ricercatori dell’università di Jaume I di Castellò (Spagna) hanno messo a punto un braccialetto che è in grado di rilevare la presenza di piccole anomalie nel cuore. Un invenzione importante che potrebbe in futuro permettere di intervenire tempestivamente prima che insorga un arresto cardiaco anche un ora prima della crisi cardiaca. Un braccialetto hi-tech che sarà utile soprattutto per gli sportivi, pensate che ogni anno in Italia sono almeno mille gli sportivi (sotto i 35 anni) che muoiono durante una gara o subito dopo una prestazione atletica.

Funziona così, non appena il bracciale rileva delle anomalie invia tre segnali avvertimento, uno sul display e visibile dallo stesso atleta, l’altro diretto ai medici dell’impianto sportivo, ed un terzo viene inviato all’ospedale più vicino.
Il bracciale, ideato dal Dott. Hugo Alberto Ferrer, non solo può rivelare il ritmo cardiaco ma anche verificare se l’atleta usi o meno sostanze dopanti. Se applicato, ad esempio, a sport come il calcio un sol colpo permetterebbe di evitare le analisi anti-doping e garantire agli sportivi un rapido soccorso in caso di necessità. Ferrer ha però spiegato che per ora il dispositivo ha un costo elevato: “Una volta migliorati i prototipi, il braccialetto, il monitor e le antenne per la trasmissione dati non dovrebbero costare più di 20mila euro: meno dei 180mila euro necessari per fare controlli cardiovascolari a tappeto ogni settimana a una squadra di 25 calciatori professionisti”.

Enrico Ferdinandi

22 febbraio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook