Missione “Rosetta”: per la prima volta su una cometa

Missione “Rosetta”: per la prima volta su una cometa

660-0-20140806_194749_7ACAA99CGiornata storica per lo spazio quella di oggi, il Lander Philae è atterrato sul nucleo della cometa 67/P Churymov – Geransimenko. È la prima volta che un veicolo si posa sula superficie di una cometa. La missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha raggiunto il più spettacolare e ambizioso dei suoi obiettivi.

L’impresa è durata circa sette ore, anche se la missione era iniziata già ieri notte, quando il team dell’ESOC ha verificato l’orbita della sonda e inviato i comandi finali per la discesa. Dopo diversi controlli effettuati durante la notte e, la prima mattinata alle 10.03, ora italiana, il team dell’ESA ha ricevuto conferma dell’avvenuto distacco. Così è iniziata la discesa sulla cometa, sette ore durante le quali gli scienziati hanno atteso i continui aggiornamenti del Lander in discesa sulla cometa.
Alle 17.04, ora italiana, un lungo applauso liberatorio, abbracci e sorrisi hanno accolto il tanto atteso segnale da Philae, al centro di controllo dell’Esa in Germania, l’Esoc, a Darmstadt. Un segnale elettronico che equivale a un “ qua tutto bene sono atterrato”. Ora che ha raggiunto il nucleo inizia il lavoro vero della missione.

Philae_touchdown_node_full_image_2-620x348Dotato di una trivella, Philae, perforerà il ghiaccio per conoscere meglio la superficie della cometa.
La missione parla italiano, infatti, la trivella che perforerà la cometa, è stata costruita a Milano, dalla Selex Es, il cui progetto è stato costruito sotto la guida della professoressa Amalia Ercoli Finzi, del Politecnico di Milano. Inoltre la sonda principale di Rosetta è stata integrata e messa insieme a Torino da Thales Alenia Space e a bordo ci sono molti apparati realizzati da centri di ricerca coordinati dall’Agenzia Spaziale Italiana.
Dopo le prime ore di autonomia la vita di Philae dipenderà dalla capacità dei pannelli fotovoltaici di ricaricare la seconda batteria. Se, come sperano gli scienziati, tutto andrà bene potrà continuare a lavorare almeno fino a Marzo 2015. I rischi sono tanti ma la speranza è di vedere la vita di una cometa da vicino, scoprire come sono fatti davvero questi fantastici corpi celesti e studiare altri segreti del nostro immenso Sistema Solare.

di Marilena Tuveri
12 novembre 2014

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