Perché la Cannabis è scomparsa?

Perché la Cannabis è scomparsa?

canapaLa cannabis è un prezioso dono di Madre Natura. L’uso della canapa, e voglio chiamarla canapa per depurare il conscio e l’inconscio dalla deformazione fuorviante della veste di droga, è cominciato in tempi antichissimi ed in pratica ha accompagnato l’uomo da sempre. Nel corso dei millenni è stata utilizzata da numerosi popoli ma fu cancellata dal mondo intero nella prima metà del secolo scorso. Interessi industriali precisi si sono contrapposti alla coltivazione della “temibile” canapa ed ai suoi noti usi che erano si in concorrenza con il futuro dell’industria chimica e petrolchimica ma anche e certamente ecocompatibili, ecosostenibili e rinnovabili. Detto in altre parole poteva ridimensionare l’uso del petrolio. Il fatto è che negli anni ’30 la nascente industria petrolchimica, e la catastrofica e devastante scelta di derivare industrialmente la carta dal legno, con la conseguente distruzione di foreste ed il massiccio impiego di solventi chimici, prevalsero e ben accompagnati dal progetto di spingere la fibra tessile artificiale. La conseguenza di questa scelta è ora sotto i nostri occhi: abbondanti solventi e residui chimici dal petrolio scaricati nell’ambiente, residui chimici di varia tossicità e carta dagli alberi; poco importa se sporchiamo, inquiniamo, affamiamo, distruggiamo: tanto se la gente diventa allergica o si ammala di cancro c’è la “cura”. Così, come sempre, per l’interesse di pochi e a discapito di un mondo intero, ebbe inizio la campagna terroristica contro la marijuana, parola ignota negli Stati Uniti coltivatori di sana canapa che non ne decodificarono il significato messicano e che perciò rimaneva una parola straniera senza significato nel reale. La scelta del nome messicano della canapa ha suscitato disprezzo per quel popolo depositario di tutti i mali, il festival dei luoghi comuni, ed ha avuto buon gioco sull’ignoranza sull’equivoco sull’ingenuità e sul monopolio informativo. Non si pensi che l’informazione disinformata di oggi, internet, tavole rotonde e stampa, ci metta al riparo da manipolazioni di massa; invito a guardare la puntata di domenica 19/10/2014 di Report della giornalista Milena Gabanelli sul ttip e poi ne riparleremo; comunque fecero credere agli ignari ed ingenui statunitensi che il problema della criminalità si potesse far risalire al consumo di marijuana prodotta dai messicani. Un cambio di look insomma. Possibile che nessun schiccherafogli, nessun pennivendolo si accorse del pericolo? Forse sì, ma quelle voci non furono ascoltate ed il 14 giugno 1937 il presidente degli Stati Uniti Roosevelt firmava la legge, la Marihuana Tax Act, che in termini pratici cancellò, negli Stati Uniti prima, e dal mondo poi, la canapa. L’alba del 15 giugno 1937 è la precisa data in cui cominciava la strada per l’aggressione al pianeta, la creazione della dipendenza dalle multinazionali, l’attuale collasso socio-economico mondiale giunto al limite evolutivo, le guerre del petrolio e la conseguente industria bellica, gli sconvolgimenti climatici, la globalizzazione della fame delle pestilenze e dei parassiti. Stupefacente! Se ogni popolo si fosse reso autonomo per gli alimenti e l’energia in un pianeta verde……. ma Henry Ford, che lo aveva compreso, morì senza che il suo prototipo di auto con carrozzeria leggera in plastica di canapa e carburante in etanolo di canapa, la Hemp Body Car, potesse arrivare al pubblico. Non uso il termine consumatori perché, sebbene quotidiano e abituale, e come tale invisibile, mi offende profondamente in quanto sembra privarmi per definizione della facoltà di critica e mi riduce a ”unità di consumo” ammaliata, senza identità e senza volontà. Chi ha avuto la pazienza (o la sventura) di leggere altri miei articoli conosce la mia opinione sulle multinazionali, gli OGM e la globalizzazione dalle piccole alle grandi cose e per questo chiedo venia. Spero che sia ancora tollerato avere una opinione. Gli usi della canapa sono sorprendenti e il confronto fra i prodotti dei derivati della canapa di ieri e dell’industria petrolchimica di oggi è inevitabile; può fornire materie prime pulite e rinnovabili a molte industrie di trasformazione, non richiede particolari cure agricole, non richiede diserbanti né concimi, cresce in terreni poveri ad ogni altitudine e fascia climatica, escluso l’Antartide, dall’Africa al Nepal, non ha necessità irrigue, non inquina ed è di rapida crescita con una enorme massa vegetale potendo arrivare in alcuni casi fino a 7 metri in 3 mesi. Ma come la mettiamo con il cannabinoide o THCA? Se questo è il problema (però io non ci credo), esiste anche la soluzione; nel Registro Europeo delle Sementi è presente un disciplinare che consente di coltivare una varietà di canapa con un tenore di THCA inferiore allo 0,2% con Circolare del MIPAF n.1 dell’ 8 maggio 2012 (Fonte Assocanapa).

Voglio sottolineare, insieme ad una lista di prodotti derivati dalla canapa, l’effetto di sequestro di anidride carbonica, la CO2 dell’atmosfera, oggi così drammatica per il clima, che la coltivazione della canapa effettuerebbe direttamente ed indirettamente a livello globale; senza voler considerare la parallela produzione di ossigeno. Altro che OGM per combattere la fame nel mondo! Altro che privatizzazione dell’acqua del suolo e delle sementi! Altro che latte terapeutico per infanzia denutrita!

La fibra. Il tessile derivato dalla canapa comprende stoffe ma anche cordami, pannelli compressi da costruzione, rivestimenti, pannelli fonoassorbenti, pannelli isolanti e CARTA dalla stoppa residuo della fibra, di qualità eccellente e con un abbassamento drastico dei relativi veleni chimici di lavorazione, nonché produzione di geo-tessili per frenare l’erosione dei suoli. Il gambo fermentato produce etanolo, un biocarburante senza piombo per motori; mentre Henry Ford pensava alla plastica di canapa.

Ma l’industria petrolchimica, l’industria del tessile artificiale, l’industria edile…. ecc.ecc.

I semi. L’olio alimentare ricavato dai semi con spremitura a freddo contiene acido linoleico, vitamine, amminoacidi essenziali (proteine), omega3 ed omega6. L’olio combustibile è un biocombustibile rinnovabile assimilabile al diesel. Si può utilizzare inoltre come diluente per vernici e per colle atossiche. I semi si utilizzano per sfarinati, panna vegetale, formaggi tipo tofu, latte vegetale, creme tipo avena, germogli in insalata nonché cosmetici e saponi. Non esistono scarti o residui di alcun genere, si utilizza tutto, perché essi possono essere trasformati in concimi e mangimi altamente proteici per zootecnia, il che azzererebbe gli steroidi della crescita nel nostro piatto. Già immagino vegetariani e vegani alla riscossa e sogno la “petrolcanapa” che sostituisce la petrolchimica.

Ma l’industria farmaceutica di integratori alimentari sintetici, l’industria chimica …… ecc.ecc.

Intenzionalmente non parlo dei benefici farmaceutici dalla canapa perché offrirebbe il fianco ad interminabili discussioni distraendo, come avvenne nel 1937, dal vero nocciolo della questione. Ognuno rimane libero di raccogliere queste, ed altre più specifiche, vaste ed esaurienti informazioni per giungere ad una propria conclusione ed opinione (almeno fino a quando ci sarà permesso). La finalità di questo presente scritto, infatti, vuole essere solamente quella di costituire una traccia generale su di un campo meritevole di essere esplorato. Spero di aver suscitato curiosità di saperne molto di più di storia, economia contemporanea ed ambiente.

PS. E se le multinazionali brevettassero la canapa come OGM obbligandoci a pagare care le loro sementi? Se l’affare produce un oceano di denaro………

Amigurumi

10 ottobre 2014

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