Punture d’insetti? La scoperta dell’acqua calda

Punture d’insetti? La scoperta dell’acqua calda

puntura zanzaraOk. Ok la globalizzazione. Ma non abbiamo  ancora finito? Con discutibili scelte siamo arrivati anche alla globalizzazione di insetti alieni contro palme e castagni e rischiamo diffusioni di malattie terribili. E l’estate ci tormentano le zanzare. Ho quasi nostalgia delle nostrane lente e notturne zanzare. Prima il problema era solo la zanzara tigre diurna e ora in arrivo c’è la zanzara rossa coreana, diurna e notturna, poi tafani ed un altro…sembra un infinito plotone di insetti ematofagi, succhia sangue e rovina relax. Difficile difendersi e anche se sto provando su di me dei repellenti casalinghi il rimedio per il dopo puntura è semplice: calore.

Ci sono persone evitate dagli insetti ed altre molto amate. Io appartengo alla seconda categoria e quando la puntura comincia a infastidirmi troppo, prendo un piccolo batuffolo di cotone idrofilo, lo bagno di acqua calda, anche molto calda se sospetto sia un insetto pericoloso, e lo applico solo sulla puntura. Ripeto l’operazione fino a scaldare la zona di pelle che si arrossa un poco ma nel giro di pochi minuti torna normale e sparisce prurito e gonfiore.

Alcuni insetti possono iniettare irritanti a lento rilascio, provocare dolorosi e pruriginosi ponfi per giorni. In questo caso ogni volta che sentiamo fastidio ricorriamo al calore. Parlo di calore perché non sempre è possibile usare acqua calda e per una puntura di aculeo di pesce ragno detto anche tracina va benissimo la sabbia bollente. Conosco una persona che dopo aver scoperto l’acqua calda non si sposta da casa se non porta con sé un coltellino tascabile ed un accendino per scaldarlo. La trovo una pratica esagerata ma se attuata con attenzione risulta efficace ma non per i bimbi. Alcune tribù africane usano il calore per morsi e punture di animali ben più pericolosi. In realtà l’uso del calore è comprensibile perché riesce a rompere o meglio denaturare la struttura molecolare termolabile, irritante o velenosa, rendendola inefficace. In altre parole è come se stessimo cucinando una bistecca o un uovo: gli cambiamo la struttura. La funzione del calore è quindi di smontare la molecola per  far si che il corpo se ne liberi facilmente e subito con tanti saluti alle multinazionali ed all’enorme mercato di cortisonici e affini. Ed è una fortuna che l’evoluzione non abbia scelto una molecola termostabile!

Analizziamo sommariamente cosa ci offrono i farmaci: l’antistaminico del farmaco è in realtà un “sedativo” della reazione allergica che aspetta il lavoro dell’organismo mentre il cortisone è un immunodepressivo che può dare effetti collaterali anche se per uso topico, specialmente se usato di frequente.

Amigurumi

9 luglio 2014

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