Strabiliante scoperta, tutta italiana: la Sacra Sindone ha veramente avvolto il corpo del Messia

Le immagini impresse sul lenzuolo funebre di Gesù sarebbero state create da fasci di luce di inaudita potenza. Nessun essere umano sarebbe stato in grado di riprodurle con le tecnologie all’epoca disponibili. Cristo era veramente il figlio di Dio?

Potrebbe essere la scoperta scientifica più sensazionale della storia, la notizia che oltre due miliardi di cristiani nel mondo aspettavano da secoli, ma che nessuno credeva sarebbe mai arrivata. Una scoperta che potrebbe offrire nuovi spunti per la rilettura dei contenuti dei testi sacri delle altre grandi religioni monoteiste, dove, dalla notte dei tempi, Gesù viene considerato un profeta e non il messia. Implementando nuove tecnologie, un team di scienziati italiani è riuscito a superare quelli che fino a ieri erano considerati traguardi insuperabili e a stabilire con una precisione mai raggiunta prima, che la Sindone di Torino potrebbe effettivamente essere il lenzuolo funebre del figlio di Dio.

Secondo i vangeli, dopo la morte, il corpo di Gesù fu asportato dalla croce, avvolto in un tessuto di lino con bende e deposto in un sepolcro.  Pur non essendo presente alcuna esplicita menzione nei testi sacri riguardo la formazione di un immagine su di un qualche tessuto, vi sono indizi in questo senso in alcuni antichi documenti. Si tratterebbe di notizie che sarebbero state tenute nascoste a causa delle persecuzioni e credenze giudaiche, che ritenevano impuri gli oggetti venuti a contatto con un cadavere. In aggiunta a ciò, nel mondo ebraico era severamente vietato raffigurare Dio, il che può spiegare il motivo per cui la Sindone, cioè l’immagine di Gesù, Uomo-Dio, sia stata occultata per secoli. Il lenzuolo ritrae due immagini fioche di un corpo umano nudo, a grandezza naturale, una frontale e l’altra dorsale, allineate testa contro testa e separate da uno spazio privo di tracce corporee.

Ciascuna raffigurazione appare essere la proiezione verticale di una figura umana e non quella che si otterrebbe adagiando un lenzuolo a contatto con un corpo (se così fosse, il viso dovrebbe apparire molto più largo). Per gli scienziati dell’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie non ci sono dubbi: «l’immagine impressa sul lenzuolo è stata creata da una qualche forma di energia elettromagnetica, come un lampo di luce a onde corte». Un’affermazione che proverebbe l’autenticità di quest’oggetto, da secoli al centro di controversie, in quanto eventuali falsari non potevano disporre a quei tempi di simili tecnologie.

Il prof. Paolo Di Lazzaro, responsabile del Laboratorio Eccimeri del Centro Ricerche Enea di Frascati ha infine aggiunto: «Quando si parla di un lampo di luce in grado di colorare un telo di lino in modo simile alla sindone, è facile portare la discussione su cose come miracoli e resurrezione».

di Roberto Mattei

21 dicembre 2011

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