Lettini abbronzanti: aumentano rischio di cancro alla pelle

Nel 2009 l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’allarme l’aveva già lanciato, alzando il livello di rischio delle apparecchiature abbronzanti Uv (come i lettini solari) da “probabili cancerogeni” a “cancerogeni per l’uomo”.
Oggi, a 2 anni di distanza, cosa è cambiato? Pressappoco niente, i “seguaci” della tintarella perenne, ma artificiale, sono in continuo aumento mentre le disposizioni volte a garantire maggior sicurezza e controllo rimangono ben ancorate all’atto burocratico ma non a quello pratico.

A portare nuovamente l’attenzione su questo problema è in questi giorni uno studio dei ricercatori della Yale School of Public Health che pubblicato su Journal of American Academy of Dermatology, ha nuovamente acceso il dibattito sull’effettiva sicurezza nell’uso di apparecchiature abbronzanti. La ricerca ha difatti evidenziato che le persone che utilizzano il lettino abbronzante (sono state esaminate 750 persone under 40) vanno incontro ad un rischio molto più alto di sviluppare il carcinoma delle cellule basali (BCC) prima dei quaranta anni a dispetto delle persone che si abbronzano naturalmente.
Gli studiosi dello Yale Cancer Center hanno così appurato che chi usa i lettini solari ha un rischio più alto del 69% di sviluppare carcinomi precoci alle cellule basali. I carcinomi negli ultimi anni – prosegue la ricerca – hanno avuto un sostanziale aumento soprattutto nelle donne giovani, che costituiscono il 70% dei casi, percentuale che potrebbe esser ridotta del 43% se si evitasse l’esposizione a raggi Uv artificiali.
La coordinatrice della ricerca, Susan T. Mayne, si è dichiarata sorpresa nello scoprire: “che un terzo dei partecipanti allo studio, colpito da BCC, aveva già avuto un BCC aggiuntivo prima dei 40 anni”.

di Enrico Ferdinandi

14 dicembre 2011

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