Troppo stress ti fa perdere la memoria

Troppo stress ti fa perdere la memoria

Troppo stress ti fa perdere la memoria
Troppo stress ti fa perdere la memoria

Vuoti di memoria, leggere amnesie, un basso livello di concentrazione, dimenticanze brevi: sono questi i sintomi che giornalmente colpiscono la maggior parte di noi e che, spesso, sono causa di cambiamenti di programmi della nostra agenda. Secondo quanto afferma uno studio dell’Università dell’Iowa, questi “piccoli deficit” della memoria possono portare, col passare del tempo, al cosiddetto stress cronico, provocando danni all’ippocampo, che è la principale struttura implicata nella memorizzazione dei ricordi coscienti (memoria esplicita).

Dunque, lo stress è strettamente collegato alla memoria. Un alto livello di cortisolo nel sangue è, sì utile per reagire in tempi veloci in situazioni di difficoltà o pericolo della vita, ma un eccessivo rilascio di questa sostanza può avere conseguenze negative per la nostra salute: ansia, depressione, pressione alta, sovrappeso tra gli altri. Secondo i risultati dello studio americano, un altro effetto del cortisolo sarebbe quello di causare vuoti di memoria col passare degli anni. Gli studiosi confermano che lo stress cronico comporta una graduale perdita delle sinapsi nella corteccia prefrontale, l’area del cervello consacrata alla memoria a breve termine. Le sinapsi sono i collegamenti che ci aiutano a elaborare, conservare e richiamare le informazioni; invecchiando un’esposizione ripetuta allo stress può ridurne il numero, rendendoci più difficile il compito di ricordare cosa abbiamo mangiato ieri a pranzo o dove abbiamo messo le chiavi dell’auto.

I ricercatori hanno usato come cavie di questo esperimento dei topi dai quattro ai ventuno mesi di età, con livelli sia alti sia bassi di corticosterone, l’equivalente murino del cortisolo. Per verificare come stress ed età agissero sulla memoria a breve termine degli animali, i ricercatori li hanno messi alla prova in un labirinto a forma di T, percorrendo il quale ogni volta ricevevano una ricompensa se svoltavano verso il lato giusto, alternativamente a destra e a sinistra. Più tempo passava tra un tentativo e l’altro (da 30 a 30 fino a 120 secondi), più era difficile per tutti i topolini ricordare da quale parte dovessero girare. Il risultato? Le prestazioni più negative si sono registrate tra i topi più anziani con i livelli più alti di corticosterone: solo il 58% delle volte percorrevano il percorso giusto, contro l’80% dei coetanei con bassi livelli di ormone dello stress. Infinite, gli studiosi hanno prelevato dei campioni di tessuto dalla corteccia prefrontale delle cavie e il loro esame al microscopio ha rivelato che i topi dalle prestazioni peggiori avevano il 20% in meno di sinapsi in quest’area del cervello e anche più piccole rispetto a tutti gli altri gruppi. Un evidente segno di perdita di memoria. «Sono solo preliminari, ma i risultati dello studio aprono la strada alla possibilità che la perdita di memoria a breve termine negli anziani possa essere rallentata o prevenuta con trattamenti tesi a ridurre i livelli di cortisolo», spiegano gli autori.

Sonia Carrera

18 giugno 2014

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook