Tumori: In dieci anni hanno perso lavoro 274 mila malati di cancro

Da una recente indagine del Censis è emerso che negli ultimi 10 anni il numero di persone che ha perso il lavoro dopo aver contratto un tumore è di circa 274 mila. Come si può bene immaginare contrarre una malattia di questo tipo di certo non aiuta a mantenersi un lavoro, non solo per motivi di salute ma anche perché molti lavoratori autonomi si trovano costretti ad interrompere la loro attività non potendo più sopperire a tutte gli impegni. Molte anche le persone costrette alle dimissioni, o licenziate, solo negli ultimi cinque anni sono 85.000 le persone che hanno perso il lavoro dopo aver scoperto di esser malati di cancro. Un numero quindi in costante crescita.

Secondo la ricerca oltre l’80% dei malati di cancro è andata incontro a sostanziali cambiamenti lavorativi, la maggior parte perdendolo e diminuendo così  il reddito in maniera consistente.
Giuseppe De Rita, presidente del Censis ha spiegato che il tumore è una malattia che richiede: “una risposta medica e assistenziale all’altezza, coinvolge anche la vita delle persone, i ruoli sociali, l’insieme delle attività e le relazioni”. Per questo motivo mantenere il proprio lavoro diventa così difficile poiché diventa difficile essere autonomi. Difatti l’82,5% dei malati di cancro ha una persona di riferimento su cui contare, mentre il 6,7% dei malati non è autosufficente.
Altro dato preoccupante è quello che riguarda i caregiver, ovvero persone che offrono cure ed assistenza al malato come familiari, amici o persone con ruoli diversi, che variano a seconda delle necessità dell’assistito, un terzo di loro ha superato i 65 anni. Un aiuto questo che non richiede sforzi economici ma solo buona volontà potrebbe questa essere un’ottima arma per aiutare i malati di tumore.

di Enrico Ferdinandi

10 novembre 2011

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