Tumori: Gli immigrati muoiono per diagnosi tardive

Secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) in Italia gli immigrati muoiono di tumore a causa di un trattamento meno oculato e soprattutto di un ritardo nella diagnosi della malattia. Ritardo secondo l’associazione che in media sia aggira intorno ai 12 mesi sulla diagnosi, ovvero si scopre che il paziente ha un tumore oggi ma lo si rende noto solo fra 12 mesi.

Se si pensa che in Italia ci sono 4.570.317 immigrati, e che essi rappresentano il 7,5% della popolazione, allora è meglio comprensibile il perché l’AIOM abbia lanciato un vero e proprio allarme in merito a ciò. Soprattutto perché la maggior parte degli immigrati è tagliata fuori da campagne di prevenzione, non possono accedere a screening e provengono da paesi dove l’epatite B è endemica e quindi è per loro più alto il rischio di cirrosi e carcinoma epatico.
Per ovviare a questi disservizi la AIOM ha attivato un primo progetto nazionale multietnico che si inaugura oggi con una giornata di studio a Bologna dal titolo ”Problematiche oncologiche nei migranti: dall’emergenza alla gestione”.
Sul sito www.aiom.it si possono inoltre trovare contenuti utili agli immigrati per meglio comprendere quali siano le modalità migliori per avere una corretta diagnosi in tempi idonei.

 

di Enrico Ferdinandi

6 novembre 2011

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