Mappato il dna della “peste nera”

di Enrico Ferdinandi

La peste, conosciuta anche come “Morte nera”, spaventò e causò migliaia di morti nel XIV secolo quando una pandemia uccise tra il 1347 e il 135150 milioni di persone in tutta Europa. Oggi da uno studio della McMaster University canadese in collaborazione con l’Università’ di Tubinga si è giunti ad una scoperta potrebbe aprire nuove strade nella comprensione dell’origine delle infezioni: è stato mappato il Dna della peste.
Esatto, da alcuni scheletri, di vittime dalla malattia, rinvenuti a Londra si è riusciti a ricostruire il codice genetico della peste. Il batterio della Peste nera, Yersinia pestis, è stato quindi mappato geneticamente, una scoperta questa molto importante in quanto potrà permettere di studiare anche i batteri di altri microrganismi patogeni che nei scorsi secoli hanno causato grandi epidemie.

Lo studio pubblicato anche sula rivista Nature, ha attirato l’attenzione di molti esperti in quanto la Peste  potrebbe essere l’origine di tutte le pestilenze che ancora oggi imperversano nel mondo. Hendrik Poinar, uno degli autori della ricerca, ha difatti affermato che: “’I dati del Dna dimostrano che questo ceppo batterico è l’antenato di tutte le pestilenze presenti oggi nel mondo”.
Lo studio ha anche evidenziato che il primo antenato del batterio Yersinia pestis è stato rinvenuto tra il 1100 e il 1200, quindi tutte le pestilenze verificatesi prima di questa data sarebbero state causate da un altro batterio. Si è così appurato che la peste di Atene, che colpì la città nel 430-429 a.C., così come la Peste di Giustiniano che nel VI secolo (d.C) devastò il bacino del Mediterraneo provocando un centinaio di milioni di morti, sarebbero state causate da un altro batterio. Poinar ha poi affermato che ora gli studi dei ricercatori della McMaster University e dell’Università’ di Tubinga cercheranno di: “dare una visione più dettagliata dell’evoluzione dei patogeni umani e delle pandemie storiche”.

13 ottobre 2011

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