Kepler-78b , il pianeta più simile alla Terra

Kepler-78b , il pianeta più simile alla Terra

Rocky-PlanetIl satellite americano Kepler, il cosiddetto “cacciatore di pianeti”, individuò ad agosto Kepler-78b. La rivista Nature ha pubblicato, in data 30 ottobre, due articoli riguardanti la composizione del pianeta.

Gli astronomi dell’Università di Ginevra e dell’Università di Hawaii convengono nel sostenere che il pianeta extrasolare, nella costellazione del Cigno, a centinaia di anni luce dal nostro Sistema Solare, sia composto dagli stessi elementi che compongono il nostro pianeta, con un nucleo di ferro, sia più grande della Terra di circa il 20%,con un diametro di 9.200 chilometri, e pesi circa 1,8 volte in più. Ma la distanza ravvicinata al suo sole, circa un centesimo di Unità Astronomica (un milione e mezzo di chilometri), non rende il gemello terrestre abitabile:  con la sua rivoluzione di sole 8,5 ore Kepler-78b è un piccolo inferno rovente, inadatto ad ospitare qualsiasi forma di vita. La sua esistenza non sarebbe teoricamente possibile: gli astronomi sostengono infatti che un pianeta non si sarebbe potuto formare così vicino ad una stella e che non sarebbe stato neanche possibile che le si avvicinasse tanto, spostandosi.  Gli scienziati ritengono che Kepler-78b sia stato attratto nell’orbita della stella nel giro di qualche miliardo di anni e che quindi, in termini astronomici, non avrebbe lunga vita di fronte a sé.

Kepler-78b è solo uno tra i 3500 circa pianeti individuati dalla Nasa grazie a Keplero, in manutenzione da qualche mese.  Le equipe americane e svizzere si sono servite di telescopi a terra.

Per la scoperta, in collaborazione sinergica con Kepler, è stato utilizzato anche lo spettrometro installato al Telescopio Nazionale Galileo (Tng), Harps-N, nelle isole Canarie. Il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica italiano, Giovanni Bignami, si è detto entusiasta per lo straordinario risultato che ha eletto Kepler-78b a pianeta più simile per conformazione al nostro pianeta Terra.

di Martina D’Andrea

1 novembre 2013

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