Pediatri: Attenzione a muffe e pesticidi in cibi per bambini

La Federazione italiana medici pediatri, che si è riunita l Lingotto di Torino per il V Congresso Nazionale, (1.700 pediatri presenti) ha lanciato un allarme a tutti i genitori, sul banco “degli imputati” questa volta ci sono i cibi per bambini, in una nota si può leggere: “L’Italia rappresenta il paese regolato dalla normativa più stringente e puntuale dell’alimentazione per l’infanzia. La legge tollera la presenza di ridotte quantità di micotossine, metalli pesanti e pesticidi. Ma distingue tra adulti e ‘children’, imponendo per questi ultimi limiti molto più ristrettivi vicini allo zero analitico”.

Bisogna, secondo i pediatri, fare molta attenzione ai vari prodotti per bambini presenti sul mercato in quanto molti di essi si spacciano per  esser indicati per  i più piccoli ma in realtà rientrano, in base alla composizione ed alla quantità di ingredienti, nelle categorie per adulti, un esempio calzante possono esser le paste di piccolo formato, adatte ai bambini dai 0 ai 3 anni solo nella forma, ma non negli ingredienti.

In evidenza il caso del deossinivalenolo, sostanza il cui limite negli alimenti tradizionali, per adulti, è di  750 parti per miliardo (ppb), ma scende per i cibi per bambini a 200 parti per miliardo (ppb), limite questo fin troppo spesso non rispettato. Va specificato che la parola Children corrisponde a lattanti e bambini fino a 3 anni di età e che solo i prodotti specificamente dedicati a questa fascia (baby food), e soggetti a notifica ministeriale, devono rispettare i limiti per i Children. È a causa di questa “disinformazione” che spesso i genitori acquistano cibi non idonei all’età dei loro figli.

Discorso analogo si può fare per tossine, muffe e disserbanti presenti nei ‘baby food’

Ecco a voi la nota completa diffusa dai pediatri:

“Oggi il bambino piccolo è esposto naturalmente e senza possibilità di protezione alcuna a molteplici fonti di rischio per la sua salute. Bisogna attivare ed utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per minimizzare questi rischi.

L’Italia rappresenta il paese regolato dalla normativa più stringente e puntuale dell’alimentazione per l’infanzia. La legge tollera la presenza di ridotte quantità di micotossine, metalli pesanti e pesticidi. Ma distingue tra adulti e “children”. Imponendo per questi ultimi limiti molto più ristrettivi vicini allo zero analitico. Come nel caso del deossinivalenolo di cui è ammessa una dose fino a 750 parti per miliardo (microgrammi/chilo) per l’adulto, mentre per i ‘children’ il tetto scende a 200 ppb. La Fimp ha costituito un sistema di monitoraggio di questa “mal pratica”, disponendo una serie di analisi su alcuni prodotti per adulto “spacciati” da baby food (pasta, biscotti, merende, succhi di frutta)”.

 

di Enrico Ferdinandi

 

28 settembre 2011

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