Diabete: Con la matematica cure su misura

È stato presentato in Italia in questi giorni Amd, un importante mezzo che cercherà di aiutare i medici nel rintracciare il diabete in un individuo servendosi di calcoli matematici. Difatti cinque differenti algoritmi serviranno per inquadrare il paziente esaminato in altrettanti cinque profili.

L’algoritmo calcolerà alcune variabili come il peso, l’età, gli indici glicemici nelle diverse ore della giornata (prima e dopo i pasti), l’emoglobina nel sangue e altre complicanze come l’obesità, per capire in quale delle 5 categorie di diabetici inserire il paziente e “leggere” anticipatamente la storia personale del paziente.

 

Carlo B. Giorda, presidente dell’Amd ha dichiarato che: «Attualmente esistono linee guida per il trattamento del diabete, che non specificano quale farmaco scegliere per quel particolare tipo di paziente. Così abbiamo pensato di mettere a punto cinque algoritmi, che identificano altrettante tipologie di diabetici. Grazie a questi algoritmi possiamo sfruttare al massimo la potenza delle cure oggi disponibili.»

L’affermazione di Giorda è stata commentata da Antonio Ceriello, dell’Istitut d’Investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer, Barcellona: «Esiste una sorta di “memoria metabolica. Se all’esordio della malattia il glucosio rimane alto per troppo tempo (e la spia è appunto l’emoglobina glicosilata), le complicanze del diabete saranno peggiori».

Ceriello ha poi aggiunto che: «Le ricerche ci dimostrano che la glicemia post-prandiale sarebbe legata a un maggior rischio di complicanze cardiovascolari. Ecco perché è fondamentale ridurla».

In Italia ci sono circa 3 milioni di diabetici, e secondo dati diffusi recentemente un altro milione lo è senza saperlo, in circolo vi sono molti test casalinghi che misurano il livello glicemico nel sangue ma sono poco affidabili, hanno un margine d’errore del 20%, quindi se il progetto Amd dovesse decollare potrebbe rappresentare una valida alternativa non solo per aiutare i medici ma anche i cittadini.

 

di Enrico Ferdinandi

 

26 settembre 2011

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