Ghiacciai italiani perdono volume: -37% in 24 anni

Negli scorsi giorni vi abbiamo parlato dell’allarme lanciato da alcuni scienziati in riguardo al progressivo scioglimento dei ghiacciai in Antartico, quest’oggi vi parleremo di un problema molto simile che però riguarda il nostro paese. Difatti da uno studio presentato al Forum di Scienze della Terra in corso a Torino, dal professor Carlo Baroni, presidente del Comitato glaciologico italiano (Cgi) è emerso che i nostro ghiacciai sono in continua diminuzione: negli ultimi 24 anni il loro volume è diminuito del 37%.

Queste le parole di Baroni, parole che vale veramente la pena di leggere: “La storia dei ghiacciai parla di un trend di ritiro e dal 1982 al 2006 è aumentata la portata dell’arretramento dei fronti ghiacciati e delle variazioni (al ribasso) volumetriche. In tale periodo, i volumi sono diminuiti del 37%, le estensioni del 16%. Ed è significativo che il 4% dell’estensione si sia erosa tra il 2003 e il 2006”.
Questa situazione fa si che il nostro ecosistema perda gli equilibri attuali, di cosa parliamo?
Basta pensare ad esempio all’agricoltura e all’esigenza d’acqua dei campi, acqua che senza ghiacciai sarebbe difficile da reperire in molte zone della nostra penisola. Baroni ha spiegato che il volume massimo dei ghiacciai è stato registrato (sempre in Italia si intende) tra il 1820 e il 1850: “Poi hanno cominciato a contrarsi, nonostante un picco di crescita che si è verificata tra gli anni ’70 e gli anni ’80 del secolo scorso”.
Pensando allo scenario futuro Baroni afferma che: “La vita di un ghiacciaio è come un bilancio di un’azienda, tanto entra, tanto esce le precipitazioni in inverno e la temperatura in estate influiscono in questa sorta di ‘dare-avere’ che è il processo di crescita-ritirata del ghiacciaio. Se dovessimo fare delle proiezioni con i dati attuali, si andrebbe verso un ulteriore arretramento dei fronti e della riduzione delle volumetrie. Ad esempio, si potrebbe arrivare anche alla riduzione totale entro il 2050 del ghiacciaio dell’Adamello, il più grande d’Italia. Ma è una eventualità, non un dato di fatto”.

 

di Enrico Ferdinandi

 

21 settembre 2011

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