L’Apple Store “banna” Phone Story

 

Un gioco che ha lo scopo di educare, questo il motto con cui la software house italiana Molleindustria ha lanciato il suo nuovo gioco “Phone Story”. I produttori di questo gioco sono famosi per averne prodotti già altri contro: fast food (primo fra tutti McDonald’s) i media, la Chiesa, insomma giochi “radicali contro la dittatura dell’intrattenimento” (come spesso hanno affermato i membri di Molleindustria).
Il nuovo gioco Phone Story punta il dito invece contro l’industria della tecnologia, il lavoro minorile, ed i soprusi delle grandi multinazionali. Il modo, forse, troppo “cruento” con cui Molleindustria tratta questi temi ha fatto si che la Apple abbia deciso di toglie il gioco dal suo Apple Store. La motivazione?

La risposta dell’azienda di Cupertino si snoda su diversi punti: Il gioco mostrerebbe immagini di abusi su minori, avrebbe contenuti violenti che non rispondono a due dei requisiti tecnici richiesti ad applicazioni che coinvolgono donazioni in beneficienza ed infine è poco educativo.
La software house italiana ha subito risposto alla scelta della Apple, Molleindustria ha difatti detto che il gioco Phone Story contiene riferimenti ai suicidi accaduti nella fabbrica della Foxconn, dove vengono assemblati proprio gli iPhone: per questo motivo la Apple avrebbe deciso di rimuovere il game dal suo store. Se il ban fosse stato applicato per questo motivo allora ci troveremmo difronte ad una vera e propria censura. Cosa probabile se si pensa che in fondo circolano (non solo sull’Apple Store) giochi la cui irruenza e violenza sono pari, e tal volta superiori, a ciò che si può trovare su “Phone Story”.
Nota positiva? Il gioco è disponibile sull’Android Market dove i download nelle prime 24 ore sono stati ben 1.800

Proponiamo ai nostri lettori il video di presentazione a “Phone Story”

 

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di Enrico Ferdinandi

 

18 settembre 2011

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