Pannelli fotovoltaici nel toranese: Energie alternative ed energie insabbiate

Jo Galete de Arilas

Torano ( Provincia di Teramo ), paesino dell’entroterra abruzzese, lamenta la mancanza di industrie e zone artigianali – nel paese la produzione agricola proviene in gran parte da distese di vitigni e uliveti che offrono un prodotto abbondante e di ottima qualità.

Ebbene, la zona di Torano Nuovo un anno fa è stata interessata dalla realizzazione del primo parco fotovoltaico d’Abruzzo – ciò ha prodotto una contestazione diretta ad evitare l’invasione di questi impianti fotovoltaici, i quali preoccupano i cittadini ed il sindaco Dino Pepe. A tal proposito alcuni di loro hanno fondato un comitato di salvaguardia del territorio, al fine di tutelare le distese di vitigni ed uliveti che caratterizzano le colline del luogo.

Nonostante ciò possa sembrare una contraddizione, i poco più di millecinquecento abitanti del paesino non vogliono rinunciare al loro verde territorio. Anche se ciò non vuol significare affatto una contrarietà rispetto allo sviluppo di energie alternative ( che sia fotovoltaico, eolico o quant’altro di rinnovabile ), consapevoli come sono dell’irrinunciabilità di tali fonti energetiche. Ciò che i cittadini, riuniti nel comitato, chiedono sono piuttosto regole d’installazione ben precise, la limitazione dei metri quadri da impiantare per zone e nella totalità del loro territorio, prediligendo aree dismesse o non adatte all’agricoltura oppure zone già cementificate, pannelli da installare sui tetti come autoconsumo o su capannoni civili ed industriali.

Che la produzione agricola vada implementata è una realtà – tuttavia, è vero anche che la devastazione di intere aree verdi con un conseguente impatto ambientale e territoriale svaluta ulteriormente le colline del toranese.

Basterebbe soffermarsi a guardare le colline con rispettosa distanza, sfiorando a vista le cime arrotondate dal lavoro di generazioni, per capire che i due mega impianti già installati (da un megawatt di potenza) cominciano ad avere un impatto non piacevole. Sebbene considerato dal comitato ancora accettabile, lo scopo è di non coprire troppo il territorio – per farlo servono regole volte ad un’ottimale distribuzione, al fine di ottenere il minor impatto ambientale.

Il Sindaco Dino Pepe, pur essendo vicino alle richieste del comitato, lamenta la mancata possibilità da parte del Comune di limitare gli impianti e ha espressamente dichiarato di essere preoccupato che possa verificarsi anche nel suo paese il fenomeno che sta interessando zone come Val Vibrata, Ancarano, Sant’Egidio – laddove gli impianti si stanno moltiplicando senza limiti di sorta.

Invito il sindaco Pepe ed i lettori del giornale 2duerighe a leggere l’articolo (Il raggio che dà energia. Gratis – di Rino Di Stefano) basta digitare “Il raggio che dà energia. Gratis”. L’articolo approfondisce una modalità di produzione di energia a costo zero ed impatto zero – solo una delle tante scoperte insabbiate per via della “lubricità” di ricchi petrolieri e viltà dei loro servi.

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