INFORMATICA: LINUX, questo sconosciuto

di Bertrando Goio

Che cosa succede quando acquistiamo un computer? Che inevitabilmente ci viene imposto l’uso di un sistema operativo, sia esso Windows di Microsoft, sia esso Mac OS di Apple. Da anni, tuttavia, esiste una grande alternativa che tuttavia ancora pochi conoscono, se non di nome, e che ancora oggi suscita le diffidenze di molti, pur trattandosi, ed è provato, di un sistema operativo (anzi di più sistemi operativi) eccellente, competitivo e… gratis! Sì, avete sentito (ops… letto) bene: g.r.a.t.i.s! Molti avranno già capito che stiamo parlando di Linux, che negli ultimi anni ha raggiunto livelli tali non solo da surclassare Windows, ma anche da dare del filo da torcere a Mac, che passa oggi per essere il sistema migliore in assoluto. Linux in realtà non è un sistema operativo, bensì un nome sotto cui stanno diversi sistemi operativi, ognuno basato sul “nocciolo” iniziale e sviluppatosi autonomamente.

Ma andiamo per ordine. Linux, nato all’inizio degli anni ’90 per opera del programmatore Linus Thorvald, sebbene all’inizio non abbia avuto grande diffusione, vuoi per la novità sconosciuta, vuoi perché si trattava di un sistema operativo ancora acerbo e, diciamo così, per “addetti ai lavori”, ebbe da subito una caratteristica che lo destinò ad essere sviluppato negli anni successivi in modo esplosivo e imprevedibile: era opensource. Cosa significa? Significa che se il codice sorgente (in parole povere la formula) di Windows e Mac è di fatto un segreto gelosamente conservato dalle rispettive aziende, fin da subito, il codice di Linux venne reso pubblico e a disposizione di tutti. Ne derivò che programmatori di tutto il mondo se ne appropriarono realizzando ognuno un sistema operativo proprio. Un po’ come se la formula della Coca Cola fosse resa pubblica e ogni azienda producesse una propria versione della Coca Cola. Ad oggi i sistemi operativi derivati da Linux sono qualche centinaio, ma in realtà quelli veramente usati dal pubblico sono circa una decina: abbastanza comunque per avere una scelta libera e sopratutto a costo zero! Infatti i sistemi operativi Linux sono scaricabili gratuitamente dai rispettivi siti ufficiali, senza problemi di licenze e codici che invece angustiano ogni utente di Windows che ha il permesso di installare la versione con quel numero seriale su un solo computer.

Linux invece è replicabile all’infinito, non è soggetto a limitazioni di sorta e, se anche voi siete programmatori, potete costruirne una versione a vostra immagine e somiglianza. I programmi al suo interno, tra cui spicca l’eccellente suite office OpenOffice (oggi anche disponibile nella fork LibreOffice), sono altrettanto liberi e gratuiti.

Allora perché pochi, o relativamente pochi lo usano? Perché una tale meraviglia non si è diffusa inghiottendo i giganti dell’informatica? Le risposte sono tante, ma si riconducono a una: disinformazione. Infatti i colossi dell’informatica hanno fatto un bel gioco affinché la conoscenza dei sistemi operativi Linux non si diffondesse troppo, altrimenti, sai che guaio! Calunnie, accuse di inefficienza e un boicottaggio generale hanno fatto sì che Linux sia ignorato o visto con sospetto e sufficienza dalla maggior parte delle persone. E così ancora oggi, sebbene compatibilità, performance, sicurezza e stabilità siano a livelli più che buoni, la diffidenza serpeggia e adagia gli utenti sulla versione di Windows (Mac costa ancora troppo e molti lo schivano per questo) che viene loro propinata accettandolo acriticamente. Senza sapere che Linux non solo è più efficiente, ma è anche più sicuro (possibilità di prendere virus che rasenta lo zero); stabile; non richiede praticamente pulizia; non ha bisogno di essere deframmentato e richiede molta mano potenza per rendere al massimo: un computer vecchio (non troppo pero!) può essere praticamente rigenerato grazie a una sostituzione di Windows con un sistema operativo Linux. Non è questo lo spazio per discutere dettagliatamente delle caratteristiche di Linux (esistono voluminosi tomi a proposito) e delle mille ragioni per cui è consigliabile a tutti gli utenti perlomeno medi, che poi sono  la maggior parte. Linux: uno sconosciuto che merita di essere riscoperto, scoperto e usato perché, banalmente…  funziona! Certo, molti programmi aziendali, i giochi e altro richiedono ancora l’uso del sistema operativo di casa Microsoft, ma come ho appena detto, questo articolo si rivolge all’utenza media, quella,  per così dire, casalinga (sia di base ma anche a livello avanzato) che potrebbe benissimo avere un sistema operativo Linux come unico sul proprio PC o avere sia Windows che Linux.

La distribuzione (questo è il termine tecnico per indicare i sistemi di Linux, in gergo distro) più diffusa ad oggi e consigliabile per chi inizia, ma anche per chi è già esperto, è Ubuntu. Ubuntu è un sistema operativo dall’interfaccia “user friendly”, molto intuitiva, a metà tra Windows e Mac, utilizzabile a pieno anche da chi è alle prime armi, e perciò è quella che ha riscosso più successo, sebbene ve ne siano altre ugualmente valide, ognuna con proprie caratteristiche. Ripeto: descrivere il mondo Linux sarebbe un’impresa che richiederebbe centinaia, migliaia di pagine, e quindi io qui no ho potuto che accennare qualcosa. Per approfondire l’argomento rimando ai link sottostanti, che spiegano dettagliatamente cosa sia Linux e le sue distribuzioni (vedi ad esempio il link a Ubuntu) è perché è un sistema valido che merita di essere considerato, usato e diffuso, contro il luogo comune secondo cui vige l’equazione informatica=Microsoft. Fortunatamente internet ha fatto sì che Linux goda di un po’ più di diffusione a livello di conoscenza e che molti siano spinti ad avvicinarvisi.

Dimenticavo. Questo articolo l’ho scritto con LibreOffice dal mio PC che monta Ubuntu come unico sistema operativo.

 

http://www.whylinuxisbetter.net/index_it.php

http://www.ubuntu-it.org/

 

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