Arriva l’Haka all’Olimpico

Arriva l’Haka all’Olimpico

Azzurri battuti nettamente per 10-68 dai mostri sacri della Nuova Zelanda. A 4 anni di distanza, si riaffacciano sul palcoscenico dello stadio olimpico gli All Blacks neozelandesi. I campioni del mondo in carica arrivano a questa sfida dalla precedente sconfitta con il XV irlandese e quindi molto motivati a riscattarsi e ripartire subito. Nella storia della Nuova Zelanda, sono state giocate 550 match ufficiali di cui 424 vinti, 19 pareggiati e 107 persi. Numeri da far paura. È stato calcolato che soltanto 1500 giocatori possono affermare di aver sconfitto gli All Blacks. Nuova formazione “a lancia” per la presentazione dell’haka da parte dei re del pacifico. Cambia la formazione ma resta immutato lo spettacolo. Una perla di rara bellezza, a distanza di quattro anni dall’ultima volta che li avevamo visti a Roma.

Primo tempo. Ore 15.02 e l’arbitro da inizio alle ostilità. E’ l’Italia a battere il calcio di inizio con Carlo Canna a calciare il drop. Al terzo minuto arriva la prima meta della Nuova Zelanda. Dopo un fallo dell’Italia, mischia leggermente spostata a destra per gli All Blacks, tre scambi sulla sinistra e imbucata centrale con conseguente meta in mezzo ai pali. Trasformazione eseguita senza alcun problema e 0-7 per gli ospiti. Al 7’, incursione centrale della Nuova Zelanda fermata per passaggio in avanti e conseguente mischia a favore dell’Italia.  Al 10’ prima vampata dell’Italia con una bella cavalcata sulla sinistra di Padovani che porta la NZ al fallo, dentro i 22 metri, e conseguente calcio piazzato per l’Italia. Calcia Canna e non sbaglia, 3-7. L’Italia non molla e cerca di respingere gli assalti dei campioni del mondo in carica. Ma al 15’ la NZ segna la seconda meta partendo ancora una volta sulla destra per poi accentrarsi con una serie stretta di passaggi. Si incarica ancora una volta Krugn della trasformazione, 3-14. 18’, touche per la NZ, palla in “cassaforte” e avanzata del carretto fino alla linea di meta dove viene fermata una prima volta dalla difesa dell’Italia, ma al secondo assalto riescono ad andare in meta sulla parte sinistra del campo. Ennesima trasformazione di Krugen con il destro, 3-21. Risposta immediata dell’Italia che cerca di mantenere il pallone e di portarlo in avanti, ma il tutto viene vanificato per un calcio di punizione assegnato alla NZ. Al 23’ scorribanda NZ per vie centrali vanificata da un pasaggio a dir poco pessimo del MM Kerr-Barlow. Minuto 25 quarta meta per gli ospiti con partenza dalla destra per poi accentrarsi di Dagg che in velocità affonda e vola in meta. Trasformazione effettuata senza problemi poiché da posizione centrale, 3-28. 37’ minuto, quinta meta da parte dei neozelandesi che realizzano in mezzo ai pali, trasformazione eseguita senza problemi, 3-35. Si chiude qui il primo tempo.

Secondo tempo che inizia con il medesimo monologo neozelandese che sfocia nella quinta meta realizzata al 45 da parte di Luatua servito in corsa da Sam Cane. Trasformazione di Krugen, 3-42. Trasformazione, anche in questo caso, realizzata senza troppi problemi. 3-42. Minuto 58 ed arriva la sesta meta da parte della NZ. Imbucata centrale di CROCKETT e passaggio filtrante per Fekitoa che realizza la seconda meta personale del match. Trasformazione effettuata dal solito Krugen, 3-49. Minuto 62, i neozelandesi continuano a portarsi avanti nel punteggio, questa volta è Dixon a centrare la meta con una ripartenza nei 22 azzurri dopo una touche ben battuta proprio sotto la curva sud. Richiesta la conferma da parte del TMO della effettiva realizzazione della meta.  Questa volta la trasformazione non è stata realizzata da parte di Sopoaga subentrato a Krugen,

Al 68’ META ITALIA, partenza sulla destra da parte di Boni che fa un “coast to coast” devastante, dopo un pallone recuperato in maniera eccellente da Gori, ed arriva a segnare sotto la curva nord dello stadio olimpico. Meta trasformata da Allan.

Passano pochi minuti ed al 73’ arriva la meta della NZ con IOANE con una bella azione personale dopo un’offensiva degli All Blacks nei nostri 22. Trasformazione realizzata da Sopoaga 10-61.  Ancora in avanti la NZ con la meta realizzata da Naolo con trasformazione di Sopoaga, 10-68.

Per il capitano Sergio Parisse, “è stata una partita importante contro la squadra campione del mondo, per l’Italia è un inizio e speriamo di continuare a lavorare bene come questa settimana. E’ impensabile di riuscire a raccogliere i frutti subito, c’è un nuovo ct ed un nuovo staff”. Sconfitta a parte, è stato un grande spettacolo ed un bellissimo sabato di sport. Complimenti all’Italia che non ha mai mollato contro una delle nazionali più forti al mondo, campione in carica della Webb Ellis Cup.

NUOVA ZELANDA

15 Damian MCKENZIE

14 Israel DAGG

13 Malakai FEKITOA

12 Anton LIENERT-BROWN

11 Waisake NAHOLO

10 Aaron CRUDEN

9 Steven KERR-BARLOW

8 Steven LUATUA

7 Sam CANE (capitano)

6 Elliot DIXON

5 Scott BARRETT

4 Patrick TUIPULOTU

3 Charlie FAUMUINA

2 Codie TAYLOR

1 Wyatt CROCKETT

a disposizione

16 Liam COLTMAN, 17 Joe MOODY, 18 Ofa TU’UNGAFASI, 19 Brodie RETALLICK, 20 Matt TODD, 21 Aaron SMITH, 22 Lima SOPOAGA, 23 Rieko IOANE CT: Hansen

ITALIA

15 Padovan

14 Bisegni

13 Benvenuti

12 Mclean

11 Esposito

10 Canna

9 Bronzini

8 Parisse (capitano)

7 Favaro

6 Mbanda

5 Van Schalkwyk

4 Fuser

3 Cittadini

2 Ghiraldini

1 Lovotti

A disposizione: 16 Gega, 17 Panico, 18 Ceccarelli, 19 Biagi,20 Minto,21 Gori,22 Allan ,23 Boni CT: O’Shea

Arbitro: Nigel OWENS

Pacchetto di mischia: ITALIA 895 kg –  NZ 907 kg

MOM: Krugen.

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