Oscar Niemeyer: scrittura e opere

Recentemente scomparso, Oscar Ribeiro de Almeida Niemeyer Soares Filho – noto come Oscar Niemeyer (Rio de Janeiro, 15 dicembre 1907 – Rio de Janeiro, 5 dicembre 2012), architetto brasiliano tra i più importanti a livello internazionale del XX secolo, collaboratore per lungo tempo di Le Corbusier, è tra i principali esploratori delle possibilità espressive del cemento armato.

“La sua scrittura ha una buona organizzazione senso motoria, un buon dispositivo energetico realizza un disegno coerente volto alla creazione di senso, Oscar si lascia assorbire da ciò che fa, ci crede, nutre sentimenti di autoefficacia ed ha una buona accettazione di sé.
La fluidità è data qui dal dinamismo orizzontale riscontrabile nelle tendenziali tre larghezze che si fondono nella melodia cinetica di una scrittura Legata, Scattante, Divaricata, Contorta segni che si svolgono sul rigo centrale, sul piano orizzontale, piano della razionalità.

I segni Legata, Scattante, Divaricata, Contorta agevolano l’organizzazione e l’integrazione delle percezioni, sono legati alle aree di associazione del cervello, coinvolgono più di un sistema sensoriale, coordinano apprendimento, memoria e pensiero, i processi cognitivi sono così prodotti contemporaneamente e favoriscono un approccio olistico, la tendenza a cogliere insiemi complessi.
La scrittura non è solo Fluida, ma anche Antimodello, Variabile nei singoli grafemi, ricca di legami Ingegnosi, tre segni cardine della creatività.
Vede i problemi da più angolazioni pensa a soluzioni inedite coglie il nuovo con prontezza lo studia, lo approfondisce lo confronta con le posizioni altrui lo valuta inserendolo in una visione prospettica, di ampio respiro.
Ha padronanza del modello calligrafico, ne reinventa gli elementi compositivi per ricomporli con forme nuove.
L’Antimodello positivo, non eccessivo, è segno di superamento delle convenzioni, di anticonformismo, di eclettismo creativo quando, pur distaccandosi dal modello originario, conserva estetica e leggibilità, e così è per la sua scrittura.
Niemeyer era insofferente per la norma e per le costrizioni e il suo bisogno di superare i limiti del convenzionale è ampiamente riscontrabile nell’architettura dei più importanti edifici di Brasilia, caratterizzati da forme curve e suadenti.
La curva è la sua inconfondibile cifra stilistica, ed è interessante osservare che nello scritto in analisi proprio alla parola curva il suo inconscioriserva lo spazio centrale, e la a finale è aperta a destra (l’unica), verso l’altro da sé, raccogliendo stimolazioni e sollecitazioni sensoriali a tutto tondo, la sete di vita.
Ha un forte senso delle proporzioni, della linearità e bisogno di ampi spazi ambientali.L’architetto brasiliano non ha limitato l’espressione della sua personalità all’ambito lavorativo, ma anche in quello politico e civile; ricordiamo il suo esilio in Francia al tempo della dittatura militare in Brasile. Anche in questa occasione ha mantenuto alto il suo atteggiamento pro-sociale ed alta la coerenza ai suoi valori ideali, fedeltà  al suo rigoroso senso morale  ed etico , con orgoglio  e tenacia ideologica.
Il suo ricordo rimarrà indelebile; incontreremo le sue opere in qualche nostro orizzonte, in Brasile, ma anche in Italia, nella leggerezza e nella pulizia delle linee del Palazzo Mondadori (Milano); ricorderemo anche la sua pulizia morale e il suo raro impegno civile”.

Rossana Agnolin

11 marzo 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook