Meloni riceve Rubio a Palazzo Chigi: tra alleanza storica e nuovi nodi geopolitici
Si è tenuto stamattina a Palazzo Chigi l’atteso faccia a faccia tra la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Segretario di Stato americano, Marco Rubio. Un incontro che cade in un momento delicato per gli equilibri internazionali e che punta a confermare la solidità dell’asse Roma-Washington, pur non nascondendo alcune divergenze di vedute su dossier caldi come il conflitto in Medio Oriente e le politiche commerciali.
Un vertice per “normalizzare” i rapporti
La visita di Rubio a Roma, iniziata ieri con un colloquio in Vaticano con Papa Leone XIV, è stata descritta dagli osservatori come una missione di “frenata” rispetto alle recenti tensioni. Sebbene l’Italia resti uno dei partner più affidabili degli Stati Uniti in Europa, nelle ultime settimane non sono mancate frizioni, legate soprattutto alla gestione della crisi con l’Iran e alla minaccia di nuovi dazi commerciali da parte dell’amministrazione Trump.
Meloni ha accolto Rubio ribadendo che l’Italia è e resta un punto fondamentale tra le due sponde dell’Atlantico. Tuttavia, la Premier ha mantenuto una linea ferma sulla difesa dell’interesse nazionale, specialmente per quanto riguarda la sicurezza energetica e la stabilità del Mediterraneo.
I temi sul tavolo: Iran, Libano e dazi
Il cuore del colloquio si è concentrato proprio sullo scenario mediorientale, dove le posizioni dei due governi cercano una sintesi difficile. Gli USA premono per un sostegno più netto alle operazioni volte a contenere l’influenza di Teheran, mentre l’Italia continua a privilegiare la via della mediazione per evitare un’escalation che colpirebbe duramente i flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz.
In questo contesto, la Premier ha chiesto garanzie specifiche per la sicurezza dei militari italiani impegnati nella missione UNIFIL in Libano, sollevando al contempo il delicato tema dell’utilizzo delle basi americane sul suolo nazionale.
Il ruolo dell’Italia come mediatore
Nonostante le distanze su alcuni punti, il clima dell’incontro è stato definito “positivo e costruttivo”. Rubio ha riconosciuto a Giorgia Meloni la capacità di essere una voce autorevole all’interno dell’UE, capace di dialogare con i partner continentali spesso più scettici verso l’attuale linea della Casa Bianca.
Prima di lasciare Palazzo Chigi, il Segretario di Stato ha incontrato anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale ha ribadito un concetto chiaro: “L’Europa ha bisogno dell’America, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno di un’Europa forte e di un’Italia stabile”.
Cosa aspettarsi ora?
Il vertice di oggi non risolve tutti i nodi, ma segna un punto di ripartenza. Per il governo Meloni, la sfida resta complessa: mantenere il ruolo di “alleato privilegiato” di Washington senza però compromettere i rapporti con Bruxelles e, soprattutto, senza trascinare il Paese in un conflitto diretto in Medio Oriente che l’opinione pubblica faticherebbe ad accettare.




